Sicurezza
Lei lo lascia, lui la picchia: in cella
Arrestato anche per aver ceduto droga alla sua ex dopo averla avvicinata in una comunità di recupero
PISA. La storia era finita, ma nel giro di qualche mese erano tornati insieme. Per poco. Alla rottura definitiva era andato in scena il più classico dei copioni quando uno dei due non si rassegna a un rapporto al capolinea e reagisce dando fondo ai suoi istinti peggiori: violenze, minacce e soprusi che si sono trasformati in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L’arrestato. Al Don Bosco si trova un marocchino di 34 anni, Mjri Wili, senza fissa dimora.
Un personaggio abituato a confrontarsi con le forze dell’ordine: nella banca dati delle forze dell’ordine compare con nove alias. È stato il gip Guido Bufardeci, su richiesta del sostituto procuratore, Aldo Mantovani, a firmare l’ordine di arresto dopo le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri.
Commessa nel mirino. Vittima dello stalker, arrestato anche per cessione di sostanze stupefacenti, è una commessa di 29 anni, pisana, che l’ex compagno aveva avvicinato anche quando la giovane si trovava in una comunità di recupero facendola cadere di nella dipendenza dalla droga.
La relazione tra i due inizia nel novembre 2013. Il consumo di sostanze stupefacenti è un buon collante, capace di tenere insieme una coppia che nell’agosto 2014 si lascia in modo definitivo. E non amichevole. Stando a quanto hanno potuto ricostruire i militari il 34enne si atteggiava a respinto.
Uno spasimante rifiutato da quella che era stata la sua compagna. E se da un lato mostrava rabbia e propositi di vendetta per l’abbandono, dall’altro cercava di riallacciare un rapporto con la commessa.
La denuncia. Quando la giovane si è presentata dai carabinieri ha messo in fila una serie di fatti che, a giudizio dell’Arma, sono stati confermati e rafforzati nel corso delle indagini disposte dalla Procura.
Gli investigatori sottolineano che in questa storia non c’è solo l’aspetto della violenza fisica. Gli atti persecutori in successione seriale hanno riguardato anche la violenza psicologica, oltre a quella economica e privata.
I militari precisano di aver fornito alla vittima informazioni sugli strumenti giuridici e sociali che consentono di attivare percorsi di prevenzione e soprattutto di tutela delle donne.
Avvicinata in comunità. Prima della rottura dell’agosto 2014, nel maggio dello stesso c’era stata una separazione seguita da un breve riavvicinamento. Successe quando l'uomo raggiunse la giovane in un centro di recupero da dipendenza da stupefacenti, riuscendo a "riavvicinarla" a sé ed avviandola di nuovo al consumo di cocaina.
L’aiuto della famiglia. Sono stati i familiari ad aiutare la commessa nell’allontanare il marocchino che, secondo l’accusa, con i suoi comportamenti dal settembre 2014 aveva terrorizzata la sua ex, procurandole uno stato di profonda agitazione, ansia e timore per la propria incolumità.
Telefonate e pedinamenti. L’aveva costretta a modificare le proprie abitudini di vita. Il campionario andava dalle numerose chiamate al cellulare, ai messaggi intimidatori, dai pedinamenti sui luoghi di lavoro a quelli di ritrovo della donna, con l'obiettivo fare "terra bruciata" intorno a lei.
Calci e pugni. Il fondo venne toccato quando la donna fu pestata da Wili che l’aveva sorpresa a tarda sera mentre rincasava da una serata con amiche.
Una sequenza di pugni e calci capaci di procurarle tumefazioni al volto e al corpo. Una violenza inaudita che la donna non avrebbe voluto denunciare per timori di ulteriori rappresaglie anche verso i proprio familiari.
Furono, al contrario, proprio loro a convincerla non solo a farsi medicare, ma anche a denunciarlo. Ora l’arresto per stalking e per la cessione di droga dal novembre 2013 all’agosto 2014.
Pietro Barghigiani
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