Sicurezza
I mezzi usati per l’impennata di accessi dovuti all’influenza
PISA. Meno vaccinati, più ammalati. Tradotto: pronto soccorso intasato. E una delle conseguenze dirette è l’aumento dei servizi delle ambulanze dirottate sulle emergenze. L’effetto del picco...
PISA. Meno vaccinati, più ammalati. Tradotto: pronto soccorso intasato. E una delle conseguenze dirette è l’aumento dei servizi delle ambulanze dirottate sulle emergenze.
L’effetto del picco influenzale che sta mettendo a letto migliaia di pisani è anche quello di ridurre il numero dei mezzi utilizzati per i trasferimenti interni tra padiglioni ospedalieri. L’impennata di accessi al pronto soccorso, soprattutto di persone anziane con patologie croniche sia per l'epidemia influenzale sia perché, in generale, i pronto soccorso di tutt'Italia sono presi d'assalto visto che sono in grado di erogare risposte, anche se con attese.
Tra Natale e Befana il pronto soccorso ha registrato un incremento di accessi (più 300) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un conseguente incremento di ricoveri (più 100) sempre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di solito le ambulanze sono utilizzate in via prioritaria per i trasporti in urgenza e poi per le dimissioni, le consulenze specialistiche per i ricoverati, per i trasporti interni di degenti da padiglione a padiglione in caso di pazienti non deambulanti come al Santa Chiara. A Cisanello molti reparti (tutta la parte nuova, edifici 30- 31- 10) sono collegati da passaggi interni e per i barellati non c'è bisogno dell'ambulanza. L’ipotesi di potenziare i numero delle ambulanze non viene presa in considerazione dall’azienda ospedaliera. Che sostiene di utilizzare già tutte le risorse disponibili sottolineando che, comunque, anche se con attese, riesce a far fronte e a garantire il trasporto. E non per tutti gli ospedali si può dire altrettanto.
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