Il Tirreno

Pisa

Tifosi, fumata grigia dall’Osservatorio per le trasferte libere

di Antonio Scuglia
Tifosi, fumata grigia dall’Osservatorio per le trasferte libere

Il Viminale vuole che siano esclusi dal Supporter’s Trust tutti coloro che hanno una diffida in corso: è stallo

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PISA. Fumata grigia a Roma per i tifosi del Pisa, ma al momento è un grigio scuro.

Il comitato Vecchio Cuore Nerazzurro (rappresentato dall’avvocato Andrea Bottone) è stato ammesso alla riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, così come la società Pisa 1909 e la questura pisana. L’organo del Viminale era chiamato infatti a chiarire la procedura per rendere efficace l’opera del Supporter’s Trust pisano, consentendo alla tifoseria nerazzurra di poter tornare a seguire le partite in trasferta dopo cinque anni senza dover sottoscrivere la controversa tessera del tifoso. Ma le buone intenzioni dichiarate si sono scontrate con la normativa vigente, e ora si rischia di andare di nuovo a un muro contro muro.

Dalle indiscrezioni filtrate da Roma (non esiste al momento un atto ufficiale della riunione, iniziata poco dopo le 12) emerge infatti che, oltre al censimento dei tifosi aderenti al Trust, occorre anche soddisfare il criterio esposto nelle “Nuove misure per la sicurezza e la partecipazione alle manifestazioni sportive” emesse nell’aprile 2014, laddove si stabilisce che dai progetti alternativi alla Tessera sono esclusi «gruppi di tifosi all’interno dei quali sono presenti persone dalle condizioni soggettive di cui agli artt. 8 e 9 del decreto -legge n. 8/2007, convertito dalla legge 41/2007, come da determinazione n. 33/2009 dell’Osservatorio», ovvero i tifosi colpiti da Daspo.

In pratica viene chiesto ai tifosi pisani di escludere dal Trust tutti i “diffidati” fino a che non terminerà il Daspo nei loro confronti.

Ma questo, dicono gli ultrà, minerebbe alla base tutta la filosofia che ha portato la città, ai tempi del fallimento del Pisa di Pomponi (2009) , a organizzarsi , con l’autotassazione e la costituzione del Comitato Vecchio cuore nerazzurro, per rifondare il calcio in città: a questo Comitato può aderire spontaneamente chiunque ami il Pisa e nessuno deve venirne escluso, anche se ovviamente chi è sottoposto a Daspo non può andare a vedere le partite in trasferta.

«Il percorso che abbiamo individuato e seguito in tutti questi mesi - dice l’avvocato Bottone - è condiviso e trasparente». Nulla osta quindi a un censimento con nomi e cognomi (l’altro criterio chiesto comprensibilmente dall’Osservatorio presieduto da Alberto Intini), ma nessuno è disposto a dire a un altro tifoso - magari socio fondatore - «ci dispiace ma dobbiamo cancellarti per un po’».

Difficile prevedere, a questo punto, come andrà a finire, cioè se sarà possibile superare questa situazione di stallo: nei prossimi giorni il Comitato si riunirà nuovamente e le idee di tutti potranno essere messe a confronto. Di certo, sarebbe una brutta sconfitta se non si riuscisse a trovare una via d’uscita per una tifoseria che negli anni ha dimostrato, con una lunga serie di iniziative di beneficenza e di solidarietà e di impegno antirazzista, una sensibilità che non ha molti eguali in Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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