Sicurezza
Addio Ettore, il “papà” di centinaia di ciclisti
Morto lo storico presidente dell’Uc Coltano Grube. Oggi l’ultimo saluto Il presidente provinciale della Fic: «Aveva una passione straordinaria»
PISA. È un lutto profondo quello che scuote il mondo del ciclismo pisano. Alle 19 di martedì è deceduto Ettore Stefanucci, 61 anni, imprenditore agricolo, ma soprattutto domninus della Uc Coltano Grube, storica società ciclistica.
La malattia aveva fatto irruzione nella vita del dirigente sportivo nei mesi scorsi. «Mi resta poco da vivere» aveva confidato agli amici più cari confermando un carattere incline alla schiettezza. La speranza di un recupero invocato, ma tutt’altro che sicuro, si è affievolita con il passare delle settimane fino all’epilogo dell’altro giorno.
La morte di Stefanucci segue di poco la tragedia che si è portata via Younes Fatmi, marocchino di 17 anni, residente a Cenaia, promessa del ciclismo, ucciso da una leucemia fulminante dopo che i medici del pronto soccorso di Pontedera lo avevano curato per un’otite.
Nato nel luglio 1953, Ettore Stefanucci, era presidente della Coltano Grube Costruzioni, una società che da 30 anni si muove da protagonista sulla ribalta del ciclismo giovanile in provincia e non solo.
Con i fratelli Rosario, Ulisse e Bruno, Stefanucci ha dedicato al ciclismo le sue energie accompagnate da una passione cristallina. La Pisa-Volterra, una classica per la categoria Allievi, appartiene all’orgoglio organizzativo della Coltano Grube che ne cura l’allestimento da almeno 20 anni.
Ettore, insieme con gli inseparabili fratelli, fu anche protagonista di un’opera diventata un simbolo del suo amore per i pedali: la realizzazione su un terreno di proprietà della famiglie e a proprie spese, di un ciclodromo lungo 1.350 metri.
Un impianto modello per tutta la Toscana.
Roberto Spadoni, presidente della sezione provinciale della federazione ciclistica, lo ricorda così: «Era una persona di poche parole e di grande correttezza. Aveva una passione autentica e straordinaria per il ciclismo. Con la sua società ha allevato centinaia di giovani ciclisti. Di sicuro, d’intesa con i familiari, organizzeremo dei trofei alla sua memoria. Per quello che ha dato allo sport, Ettore merita di essere ricordato alle future generazioni».
Oltre ai fratelli, Stefanucci lascia la moglie e due figli e il rimpianto di una perdita per chi lo ha conosciuto.
Per tutta la mattinata la salma è esposta alle cappelline della Pubblica Assistenza di via Bargagna. Oggi alle 15 nella chiesa di Coltano l’ultimo saluto al “papà” di tanti ciclisti pisani.
Pietro Barghigiani
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