Finanza
Tanti studenti stranieri ai master
All’inaugurazione i progetti di chi viene da Somalia, Ucraina e Israele
PISA. I futuri professionisti del settore dei diritti umani, dell’assistenza umanitaria, della cooperazione e della gestione delle crisi passano dalla Scuola Superiore Sant’Anna. Ieri cerimonia di inaugurazione di cinque master universitari della Scuola alla presenza del rettore Perata: uno di questi è il master di primo livello in Diritti Umani e Gestione dei conflitti, tredicesima edizione, che quest’anno accoglie studenti provenienti da Paesi come Somalia, Armenia, Russia e Brasile. Mustafe Osmar è nato in Somalia 29 anni fa ed è laureato in Relazioni Internazionali. Nel suo Paese di origine ha maturato anni di esperienza nel campo dei diritti umani. «Ho lavorato a lungo in questo settore, ma volevo avere una qualificazione per ciò che voglio fare: per questo ho scelto questo master – racconta -. Nella regione settentrionale della Somalia ci sono problemi legati alle migrazioni delle popolazioni da un territorio all’altra. Persone che hanno perso tutto, anche i loro diritti. Le organizzazioni assistono le popolazioni, forniscono loro un tetto, insegnano cosa fare affinché i diritti siano rispettati». Dopo il master Mustafe tornerà in Africa, dove «mi piacerebbe lavorare per fondazioni che difendono i diritti umani o per organizzazioni intergovernative».
Liliya Kanavskaya ha 32 ed è nata in Ucraina. È cresciuta in Russia, dove si è laureata in Lingue e poi in Economia. Parla italiano, inglese, francese, russo e ucraino e ha lavorato sia come insegnante, sia come interprete a livelli istituzionali. «Quando sono scoppiate le tensioni tra Russia e Ucraina ho deciso di entrare nel settore dei diritti umani. Voglio acquisire un’educazione professionale in questo campo per poter cercare di migliorare la situazione: questo master è di altissimo livello. Mi piacerebbe lavorare per l’Unesco e per la costruzione della pace».
Ronit Matar, 25 anni, è nata a Haifa. «Fin da bambina il conflitto israelo-palestinese mi ha inevitabilmente segnata. Ne ho sempre discusso anche in famiglia - racconta -. Dopo aver concluso le scuole in Israele a 18 anni ho fatto il militare per due anni: in Israele la leva è obbligatoria. A vent’anni mi sono trasferita a Bologna per studiare Antropologia. Ho avuto modo di vedere i problemi di Israele da un’altra prospettiva». Ronit sogna fin da bambina di lavorare per le Nazioni Unite, «ma non so se intraprenderò questa strada, ho paura che sia un approccio distaccato e impotente rispetto alla realtà. Vedremo. Non escludo il campo della ricerca. Deciderò alla fine di questo master che ho trovato un po’ per caso, ma che mi ha colpito fin da subito per le tematiche che ricopre: sicuramente mi può offrire molta esperienza pratica, che il corso di laurea in Antropologia non mi ha fornito».
Gli altri master di I e II livello inaugurati dalla Scuola Sant’Anna sono: master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi; Gestione e Controllo dell'Ambiente: management efficiente delle risorse; Ecografia clinica e applicazioni in Nefrologia; Innovazione della Cardiochirurgia.
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