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“Je suis Charlie”, solidarietà in piazza dei Cavalieri

“Je suis Charlie”, solidarietà in piazza dei Cavalieri

PISA. Un centinaio circa di persone, per lo più studenti, hanno manifestato ieri in piazza dei Cavalieri la loro solidarietà al popolo francese dopo gli attacchi terroristici al giornale satirico...

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PISA. Un centinaio circa di persone, per lo più studenti, hanno manifestato ieri in piazza dei Cavalieri la loro solidarietà al popolo francese dopo gli attacchi terroristici al giornale satirico Charlie Hebdo. Gli studenti davanti alla chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri erano “armati” di una matita e di un foglio su cui era scritto la celebre frase comparsa a Parigi dopo gli attacchi e cioè “Je suis Charlie”. I manifestanti hanno tenuto a precisare che non appartengono a nessuna compagine politica e che tutto è nato spontaneamente.

Ai partecipanti è stato distribuito un testo con i nomi dei grandi filosofi e sociologi francesi dell’illuminismo come Voltaire. «Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo», recita una delle famose frasi di Voltaire. I manifestanti hanno citato due uomini coraggiosi morti per combattere la criminalità come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Poi gli organizzatori hanno chiesto un minuto di silenzio.

Alla manifestazione spontanea ha aderito anche l’associazione contro le mafie Libera. Purtroppo, forse a causa dell’inclemenza del tempo, la manifestazione non è stata molto partecipata, anche se c’è da dire che tutto è nato in maniera spontanea da un gruppetto di studenti.

Intanto il direttivo del circolo Agorà di Pisa in una nota esprime «totale solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo e alle vittime dell’ultimo massacro, ma non aderiamo a quella parata», in riferimento alla manifestazione di ieri a Parigi con la partecipazione dei capi di stato. «Non scenderemo in piazza con chi da 25 anni diffonde guerra, disperazione e odio dentro e fuori i propri confini. La distruzione d’interi Paesi (Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina, Palestina) rimane fuori dal contesto e dalla lettura dell’attacco nel cuore della Francia, come se gli eventi che si susseguono avessero origine eminentemente in un “fondamentalismo” generato da una religione che si dipinge più perversa di altre».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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