Il Tirreno

Pisa

Un maxi-comune da 200.000 abitanti per essere leader

di Francesco Loi
Un maxi-comune da 200.000 abitanti per essere leader

Il progetto torna in prima linea nell’agenda politica Sarà decisivo nei rapporti con Firenze e l’intera costa

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PISA. L’obiettivo del maxi-comune di area pisana, quello da 200.000 abitanti, sembra entrare e uscire dalle priorità dei programmi politici. Ora sta tornando in primo piano. Il sindaco Marco Filippeschi lo ha rilanciato durante la cerimonia di auguri di fine anno. I primi cittadini dei comuni limitrofi (Calci, Cascina, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano) hanno sempre mostrato poco entusiasmo per questo progetto. Nelle loro posizioni è forse inevitabile e comunque, a livello locale, tutti sono sempre stati attenti a non fare forzature. Il motivo? Sarà un movimento di riforma territorial-amministrativa, complessivo e nazionale, a spingere in questa direzione. Macro-aree e macro-comuni. Anche le vicende delle Province rientrano appieno nel disegno. Così come l’avvicinarsi delle elezioni regionali non è neutrale rispetto a questo processo.

Leadership costiera. La direzione regionale del Pd ieri si è riunita. Enrico Rossi è destinato ad essere confermato governatore della Toscana. Con Firenze sempre più al centro di tutto, “benedetta” dal premier Renzi, la sfida futura di Pisa è quella, anzitutto, di non soccombere e, punto secondo, di prendersi davvero un ruolo di leadership nell’ambito della costa. Una leadership che per certi versi è naturale (la presenza di grandi servizi ospedalieri e universitari, la posizione centrale), ma per tanti altri che deve essere affermata politicamente in un vero riconoscimento. Come e perché sono aspetti da costruire. I rapporti interni nel Pd e tra i big pisani e fiorentini giocano una partita fondamentale.

Pisa-Firenze. Dopo la battaglia degli aeroporti, Rossi si è riavvicinato a Filippeschi, e viceversa. Non si può dire lo stesso per gli ambiti “fontanelliani”. A livello di amministrazioni ci sono progetti che cercano di avvicinare Pisa e Firenze. I treni più veloci, con l’intermediazione di Corporacion America, società proprietaria della maggioranza delle azioni degli aeroporti toscani. Le iniziative anti-movida e per la sicurezza sulle quali Filippeschi dialoga con il collega fiorentino Nardella. «Pisa, ora più che mai, non può fare a meno di Firenze. Anche per contare di più sulla costa», dice un acuto osservatore di cose locali.

Maxi-Comune. Certo che essere un comune di 200.000 abitanti, unendo i sei dell’area pisana, sarebbe in quest’ottica un vantaggio notevole. Così era stato pensato. «Ma doveva già essere fatto cinque anni fa, il ritardo è notevole», si sottolinea anche tra i democratici. In questi anni si è tentata la strada delle Unioni dei Comuni e anche del piano strategico di area per i comuni pisani. «Dobbiamo avere il coraggio di dire chiaramente cosa ha funzionato e cosa no». La risposta è implicita: non è andata secondo le aspettative. Dentro il programma di Rossi, una volta che sarà ufficialmente il candidato per la Regione, ci potranno già essere le prime risposte. Bastano poche parole: «Tendere alla fusione tra comuni». E anche le resistenze locali potrebbero venir meno.

“Nuove” province. E con un peso da 200.000 abitanti, la discussione sulle province o quello che saranno cambierebbe. Nel giro di due anni, una modifica costituzionale potrebbe abolirle. Intanto, Filippeschi si è messo in contatto con i presidenti delle province confinanti. L’idea è di includere negli statuti un articolo che riguarda l’area vasta (Pisa, Livorno, Lucca Massa Carrara) e un collegamento istituzionale che possa rilanciarla. La prospettiva ulteriore è far tornare in auge il progetto delle tre macro-aree regionali: centro-fiorentina, costa, centro-sud. Ulteriore carta perché Pisa, in Toscana, sia almeno la seconda.

Pilastro innovazione. “Pisa capitale dell’innovazione”. Uno slogan che può diventare il manifesto del tentativo di affermazione. Le nuove tecnologie come leva per attirare investimenti. E’ uno dei pilastri attorno ai quali ruotano le ambizioni di leadership. Subito dopo i collegamenti ferroviari più veloci con Firenze. E anche la Tirrenica può avere un ruolo, considerato che tra aeroporto Galilei, porto di Livorno, autostrade lo snodo infrastrutturale è qui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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