Il Tirreno

Pisa

IL CASO

Borseggi e aggressioni, la paura viaggia sui bus

Danilo Renzullo
Borseggi e aggressioni, la paura viaggia sui bus

I sindacati: «A bordo dei mezzi è emergenza continua per passeggeri e autisti». La Lam rossa è la linea a rischio maggiore, con i turisti bersaglio privilegiato

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Borseggi, aggressioni, minacce. Percorrere pochi chilometri a bordo di un autobus cittadino significa viaggiare in compagnia della paura: il timore di essere vittima di borseggi o il bersaglio dei gruppi, ormai sempre più organizzati, di malviventi. I sindacati degli autoferrotranvieri (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal) denunciano quella che è diventata ormai un'emergenza. Una situazione insostenibile che vede da un lato gli utenti del servizio di trasporto pubblico su gomma, soprattutto turisti, scippati dei propri averi e dall'altro i dipendenti, autisti e verificatori della Ctt Nord, l'azienda che gestisce il servizio, aggrediti e minacciati quando cercano di contrastare i furti o di avvisare i viaggiatori della presenza di malintenzionati. Secondo i sindacati sono una decina i borseggi che ogni giorno vengono compiuti. Furti che avvengono soprattutto sui mezzi frequentati dai turisti: Lam Rossa, la linea ad alta velocità che collega l'aeroporto con Piazza del Duomo transitando dalla stazione, e la navetta che collega il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina con la Torre.

A compierli sarebbero almeno due gruppi, composti quasi sempre dalle stesse persone, ben organizzati. Persone conosciute dalle forze dell'ordine e probabilmente già più volte denunciate. Il primo sarebbe formato da una decina di ragazze di etnia rom domiciliate a Genova e La Spezia che ogni mattina raggiungono la città della Torre in treno, quasi tutte minorenni e spesso con neonati al seguito. L'altro, secondo alcuni autisti della Ctt Nord, è formato da almeno due nordafricani. Le azioni seguono ormai un copione ben studiato. I borseggiatori, quasi sempre camuffati da turisti, con tanto di mappe della città in mano, privilegiano i gruppi di turisti che attendono gli autobus nella zona della stazione e della Torre. Quando questi si accalcano all'arrivo dei bus, i ladri agiscono. Una questione annosa e più volte denunciate, a cui, lo scorso anno, si cercò di mettere un freno con la presenza di agenti in borghese a bordo dei mezzi. «La situazione – sottolinea Giuseppe Caporaso della Fit-Cisl - migliorò molto. I controlli, però, terminarono dopo pochi mesi e i borseggi ripresero quasi subito». Domani le organizzazioni sindacali scriveranno una lettera-appello al prefetto per chiedere misure straordinarie per fronteggiare i furti, ma anche per tutelare i lavoratori, gli unici a tentare di difendere, per quanto possibile e a proprie spese, i viaggiatori. «Più volte mi hanno offeso e addirittura sputato – racconta Paride Antonelli, rappresentante della Filt-Cgil e autista della Ctt Nord – per aver avvisato i viaggiatori di possibili furti». Le aggressioni verbali (e non solo) e le minacce dei borseggiatori a verificatori e autisti sono ormai all'ordine del giorno. «Non abbiamo alcuna tutela – sottolinea Fabrizio Genovesi della Faisa -, anche perché gli autobus non sono adeguatamente attrezzati».

Un deterrente, secondo i sindacati, potrebbe essere l'installazione di un tornello all'ingresso dei mezzi per consentire la salita solo ad utenti in possesso di un titolo di viaggio. I sindacati, in ogni caso, chiedono una risposta immediata, anche perché i cartelli affissi su quasi tutti i bus per avvertire gli utenti di far attenzione ai borseggiatori non è il miglior biglietto da visita per la città e uno zaino, una borsa o un portafogli svuotato non può essere la cartolina ricordo da portare a casa.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa