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Pisa

Arno navigabile, atteso l’ok della Regione

Arno navigabile, atteso l’ok della Regione

Un tassello fondamentale per realizzare un circuito delle acque interne. La gestione alla Navicelli

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PISA. Pisa potrebbe sempre più assomigliare ad Amsterdam, Londra e Parigi. La nostra città ha una grande ricchezza: l’Arno, il suo fiume. «Il superamento del regio decreto del 1904 - grazie alla variante al piano di gestione del Parco - dà ora ai rimessaggi in golena la possibilità di presentare progetti, condoni e mettersi in regola, ottenendo finalmente concessioni pluriennali - spiega l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito-. Sono le certezze che gli imprenditori chiedevano da tempo».

Il sistema delle vie d’acque a Pisa sta diventando una realtà tangibile. «Il proseguimento delle opere infrastrutturali tra cui l’apertura dell’Incile, la palancolatura delle sponde del Navicelli e lo sbocco autonomo a mare del canale - dice Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa - stanno rendendo pienamente fruibili e sempre più appetibili gli spazi destinati alle attività produttive concentrate nell’area dei Navicelli. Il sistema portuale pisano potrà definitivamente decollare grazie ai passaggi amministrativi che permettono anche ai rimessaggi dell’Arno di entrare a pieno titolo nel sistema portuale pisano».

L’obiettivo della navigabilità è il fronte su cui si sta accelerando. L’Arno non lo è nel tratto che va dall’Incile alla foce. Dalla Regione dovrà arrivare l’ok più atteso. Nel frattempo, di fronte all’incertezza della riforma delle Province, la proposta è di affidare competenze e gestione complessiva alla Navicelli. Ma cosa serve? Interventi per circa 500.000 euro che vanno dal dragaggio della foce all’apposizione di cartellonistica.

«Ora sarebbe auspicabile anche il riconoscimento dell’area golenale sinistra dell’Arno quale porto turistico - dice Maurizio Bandecchi, Cna area pisana -. Siamo contenti dell’operato dell’amministrazione comunale che ha mantenuto la promessa di mettere i Navicelli tra le priorità cittadine. Le imprese che fanno attività nautiche devono poter lavorare seriamente. Il settore ha un effetto sulla produzione, ma anche sul turismo: un porto è una fucina di posti di lavoro e deve assolutamente essere valorizzato in tutte le sue sfumature».

Altro passaggio essenziale per il circuito delle acque sarà lo scavo dello Scolmatore nel tratto finale che porta alla foce. Poi le possibilità di utilizzo del “circuito” aumenteranno. «Dobbiamo ragionare in termini di sistemi integrati e valorizzare i punti strategici del nostro territorio. Possiamo arrivare ai livelli delle città del Po’ per navigabilità interna a scopi turistici e di mobilità», dice Caridi, che rilancia l’idea degli house boat «che consentirebbero ai turisti di dormire in Arno e visitare le nostre ricchezze d’arte e naturalistiche via acqua».

Rebecca Pardi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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