Sicurezza
Rimosso con un elicottero il traliccio sulla collina
La struttura di Terna sorgeva vicino alla frana che a dicembre ha distrutto una casa e da tempo aveva dato origine ad alcuni contrasti con il proprietario dell’abitazione
RIPAFRATTA. Ieri mattina è stato rimosso il traliccio dell'alta tensione di Terna Spa dalla collina franata il 17 dicembre scorso a Ripafratta alle 20,30 circa, travolgendo l'abitazione dove viveva una famiglia che ha scampato il pericolo di vita. La casa di via Fattori 94, ormai ricoperta da un telo plastificato, è distrutta e la famiglia, salvata dal suo cane che quella sera dette l'allarme, raccolto in tempo dai suoi padroni, vive adesso ospite presso parenti. Tutta la strada è transennata e il divieto di ingresso anche a piedi si estende per tutta l'area interessata dal dissesto.
Le operazioni di rimozione della torre rimasta in bilico sulla frana - già oggetto di contrasti con la famiglia della casa distrutta - e imposte a Terna Spa da un'ordinanza del sindaco di San Giuliano Sergio Di Maio, sono iniziate alle 9,45 circa quando l'elicottero ha sorvolato per la prima volta la collina scavata sul fianco. Soltanto mezz'ora dopo il montacarichi all'interno della torre elettrica ha portato in cima 4 persone tra operai e tecnici che hanno sistemato le funi e allentato la struttura nei 5 pezzi di cui era costituita. Nessuna autorità comunale era presente, né vigili del fuoco né Protezione civile. Solo un automezzo di Geste ha visitato il luogo nella mattinata, intorno alle 10.20. È dal sentiero ai piedi della collina che si sono seguite tutte le operazioni. Alle 10,26 l'elicottero torna finalmente con un gancio a cui gli operai attaccano la fune che attraversa in altezza tutto il pilone, e ne solleva il pezzo superiore dalla cima, appena pochi minuti dopo le operazioni di aggancio. Subito dopo l'elicottero vola via dietro il monte a depositare la parte di pilone rimossa per tornare dopo circa 5 minuti e riagganciare il secondo pezzo. L'ultimo componente, quello legato alla base di cemento su cui si ergeva tutta la torre, viene rimosso definitavamente alle 11,11. Fino ad allora l'elicottero aveva eseguito così la rimozione del traliccio secondo le fasi di aggancio, sollevamento e trasporto di tutti gli altri pezzi nell'arco di pochi minuti.
«Il pilone è stato depositato e stoccato in alcuni magazzini di Terna dove si depositano e si stoccano appositamente materiali di questo tipo - comunicano dall'azienda - ma adesso non sappiamo dove si trovano esattamente». Sul pilone che andrà a sostituire quello vecchio dicono: «Attualmente si sta studiando il posizionamento».
Alle 11,30 circa era finito tutto, la vecchia torre elettrica non c'era più, non si vedeva più nessun operaio né tecnico in cima alla collina, nessuno nei paraggi, come se non fosse mai esistito il traliccio che stava sulla collina che è franata, mettendo in grave pericolo l'incolumità pubblica. Un’area in pericolo infatti, che tutti conoscevano e per la quale era stata avviata un anno e mezzo prima del disastro la pratica per la messa in sicurezza del costone della collina, che aveva franato già una volta nel marzo del 2013. Una pratica durata 18 mesi per giungere ad essere conclusa, con tutti i permessi del caso, e pronta ad avviare il consolidamento del terreno di proprietà privata sottoposto a vincolo paesaggistico. Finalmente esecutiva, dal 22 dicembre scorso si sarebbero aperti ufficialmente i cantieri anche per la messa in sicurezza delle case sottostanti la collina. Troppo tardi. Troppo chiare le avvisaglie che la terra aveva mandato.
Monia Badalamenti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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