Il Tirreno

Pisa

I bancarellai in Comune ma la fumata è ancora nera

di Daniele Benvenuti
I bancarellai in Comune ma la fumata è ancora nera

Nulla di fatto dall’incontro con l’assessore Gay: i commercianti vogliono tornare vicino alla Torre quando saranno completati i lavori al Museo delle Sinopie

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PISA. Ancora una fumata nera nella vicenda dei bancarellai di piazza dei Miracoli in merito al loro futuro al termine dei lavori al Museo delle Sinopie, termine previsto per la fine di febbraio. Ieri i dirigenti del consorzio degli ambulanti Pisa dei Miracoli, insieme ai rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, hanno incontrato a Palazzo Gambacorti l’assessore al commercio David Gay. Sul tavolo della discussione c’è, da parte dei bancarellai, la richiesta di rientrare in piazza dei Miracoli una volta conclusi i lavori e rimosso il cantiere per la facciata del museo. Rientro che, sempre secondo i bancarellai, è fondamentale per far partire il progetto di acquisto del palazzo ex Trovatelli come sede definitiva di tutto il mercato del Duomo. Ma cosa accadrà quando i ponteggi di piazza dei Miracoli saranno rimossi è tutto da definire.

«Il 30 dicembre scorso l’incontro con il sindaco e la Soprintendenza è saltato perché mancava la Soprintendente – spiega Gianmarco Boni, presidente del consorzio dei bancarellai -. Oggi (ieri, nda) non c’era il sindaco e nessuno della Soprintendenza si è presentato. A fine febbraio il cantiere sarà, salvo ulteriori proroghe, tolto ma del futuro dei banchi ora in piazza Manin nessuno parla. E, francamente, vedersi presentare il decreto Franceschini sulla tutela dei luoghi monumentali, ci sembra la strada peggiore per proseguire un dialogo». Decreto che potrebbe essere il vero ostacolo al rientro in piazza dei Miracoli, seppur in via temporanea in attesa del trasferimento ipotizzato negli ex Trovatelli, visto che, grazie ad un semplice procedimento amministrativo, i sindaci e le Soprintendenze possono revocare le autorizzazioni ad ambulanti, camion bar e bancarelle vicine ai monumenti. Meccanismo che però, secondo il ministro, non penalizza i commercianti che saranno indirizzati in altri luoghi o indennizzati. Ancora Boni: «Il decreto Franceschini ci sembra un paravento per il Comune. Noi abbiamo come riferimento il Consiglio di Stato che nel suo ultimo pronunciamento affermò il nostro diritto a tornare in piazza dei Miracoli al termine dei lavori per i quali eravamo stati trasferiti. Rientro che diventa passaggio fondamentale per definire il progetto ex Trovatelli per il quale confermiamo il nostro interesse, tanto da aver rinunciato a suo tempo all’Umi 1 all’interno del Santa Chiara. Forse non è ancora chiaro al Comune – insiste il presidente di “Pisa dei Miracoli” – che i soldi per quell’acquisto noi li possiamo avere sole se torniamo a lavorare in piazza dei Miracoli. Non certo con gli incassi irrisori di piazza Manin. Per questo intendiamo dare una accelerata all'intera vicenda riprendendo le vie legali».

«Intanto - conclude Boni - attraverso i nostri avvocati abbiamo inviato una diffida al Comune affinché rispetti il testo dell'ordinanza di trasferimento ed il pronunciamento del Consiglio di Stato in merito al nostro rientro in piazza a conclusione dei lavori».

Sulla questione arriva anche il commento di Confesercenti e Confcommercio: «Non possiamo più accettare incontri interlocutori, senza le persone che devono decidere. Il rientro in piazza dei Miracoli, concordato nelle modalità e nei tempi, è l'unico presupposto per sbloccare un percorso fortemente voluto dagli ambulanti. Percorso che deve portare ad una sede definitiva per tutte attività dell'area del Duomo, e nel frattempo a una sede transitoria che non può che essere quella originaria. Continuare a rinviare la decisione da parte del Comune non è più ammissibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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