La manifestazione
«Ale, il compagno va processato»
Chiesto dalla Procura il rinvio a giudizio del conducente dell’auto in cui morì la studentessa
PISA. Omicidio colposo. È l’accusa contestata dalla Procura della Repubblica nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Marco Perroni per la morte di Alessandra Palla, la studentessa di 22 anni deceduta il 19 aprile 2014 in un incidente stradale sul viale D’Annunzio.
Perroni, 21 anni, di Marina di Pisa, era al volante della Suzuki che alle 6,45, mentre percorreva il viale in direzione del litorale, andò a schiantarsi contro una Mercedes Classe B, guidata da una donna di Macerata, ma residente a Pisa. In quell’impatto dall’esito mortale per Alessandra, l’auto giapponese si ritrovò intraversata offrendo il lato del passeggero alla parte anteriore della Classe B e il cofano rivolto verso la corsia opposta.
La studentessa andò in arresto cardiaco. Senza mai riprendere conoscenza fu prima soccorsa sul posto. Poi la corsa a Cisanello e il decesso verso le 16. Nove ore di speranza in un miracolo che non ci fu.
A distanza di quasi nove mesi dall’incidente mortale, la Procura vuole processare il conducente della Suzuki. Tra meno di un mese si terrà l’udienza preliminari davanti al gup, Elsa Iadaresta che potrà chiedere ulteriori indagini, rinviare a giudizio o disporre l’archiviazione.
Perroni per l’accusa è responsabile con la sua condotta al volante dello schianto in cui perse la vita la fidanzata.
Un dolore che si somma allo strazio per la perdita di Alessandra che ancora oggi campeggia in un tenero abbraccio in una foto insieme a Marco sul profilo Facebook del giovane che rischia un processo per l’omicidio colposo di quella che era la sua compagna.
Perroni è difeso dall’avvocato Antonio Cariello, mentre i familiari di Alessandra sono assistiti dal legale Maria Concetta Gugliotta.
Nel raccogliere le prime informazioni sulla dinamica dello scontro, gli agenti della polizia misero a verbale la dichiarazione dell’automobilista. «Stavamo litigando e Alessandra all’improvviso tirò il freno a mano. Ecco perché la macchina si mise di traverso» fu la spiegazione di Perroni per giustificare l’improvvisa intraversata della Suzuki su un rettilineo percorso a velocità regolare.
A giocare un ruolo cruciale saranno le perizie sull’auto distrutta nello schianto per capire come possa aver perso il controllo e se ci furono negligenze da parte del fidanzato della vittima del frontale.
Studentessa universitaria del corso di Scienze infermieristiche a Pisa, Alessandra Palla viveva a San Martino a Ulmiano nel comune di San Giuliano Terme. Amava gli animali, i cani in particolare e la sua grande passione era la pallavolo. Era una giocatrice della Pallavolo Ospedalieri di Pisa in Terza Divisione. La sua maglietta, con il numero 33, è stata adagiata nella bara per l’ultimo viaggio.
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