Sicurezza
Respinta la sospensiva l’Ingv dovrà pagare
L’Istituto di geofisica e vulcanologia verserà 900.000 euro alla Sviluppo Pisa È la prima di altre rate per i lavori che sono stati eseguiti alla Sesta Porta
PISA. Continua senza sosta il braccio di ferro giudiziario tra l'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e la Sviluppo Pisa srl, la società di scopo costituita in funzione della realizzazione del Progetto Sesta Porta e di cui Pisamo detiene il 100%. Il tribunale di Roma aveva condannato l'Ingv al pagamento della prima rata di 900.000 euro che l'istituto avrebbe dovuto versare. I legali dell'istituto nazionale di ricerca si sono opposti presentando una richiesta di sospensiva.
Richiesta respinta. Il tribunale di Roma, il 17 dicembre scorso, si è espresso respingendo la richiesta avanzata dagli avvocati dell'Ingv, pertanto Sviluppo Pisa srl può procedere al recupero di quanto gli spetta. «Non sappiamo ancora come - afferma l'avvocato Giuseppe Toscano, legale della Sviluppo Pisa srl - vedremo come muoverci soltanto quando ci saranno pervenute le carte da Roma».
La rata di 900.000 euro è la prima di altre cui Sviluppo Pisa srl chiede conto all'istituto di ricerca. Ciò che preoccupa la società che ha realizzato la Sesta Porta è l'allungamento dei tempi della giustizia.
Il contratto del 2009. Il tribunale di Roma ha potuto dare ragione alla Sviluppo Pisa srl grazie a un contratto preliminare che, il 14 maggio 2009, venne firmato con l'Ingv. L'Istituto, allora, aveva deciso di lasciare la sua sede di via della Faggiola per trasferirsi nei locali più accoglienti della Sesta Porta. E l'università (dopo avere versato una caparra di 360mila euro) aveva imposto delle clausole in base agli spazi di cui aveva necessità per la sua attività. Per precauzione, contro un eventuale slittamento dei lavori che da lì a poco sarebbero cominciati, l'Ingv avrebbe pagato una serie di rate in base all'avanzamento dei lavori per un totale di circa 9 milioni di euro. Ma l’Istituto, a causa di tagli, ha dovuto poi rinunciare al trasferimento. La rata di 900.000 euro è la prima di altre che seguiranno.
Possibile transazione? Nonostante le cause abbiamo un'identica matrice, per recuperare l'importo di ogni rata, va aperto un’azione legale cui seguirà un processo. L’udienza che era stata fissata per discutere l'importo della seconda rata, è stata rinviata. Sono proprio i tempi della giustizia e la burocrazia che preoccupano. La soluzione per evitare lo sfinimento a cui portano questi tempi, potrebbe essere una transazione, un accordo extragiudiziale in cui le parti (Ingv e Sviluppo Pisa srl) si mettono d'accordo su una quota che possa accontentare sia pisani che ricercatori.
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