Il dolore
La comunità islamica prega per le vittime
Ma dopo l’attentato di Parigi si riaccende la polemica sul progetto per la costruzione di una moschea
PISA. «Un atto che condanniamo senza se e senza ma». La comunità musulmana pisana condanna l'attentato compiuto contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ed esprime dolore per le 12 vittime. «Non abbiamo bisogno di dissociarsi – si legge in una nota di Mohammad Khalil, Imam di Pisa - perché qualsiasi forma di violenza contro civili innocenti è estranea alla nostra religione. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime, così come la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso gesto a dir poco bestiale. Speriamo che i molti milioni di musulmani di Francia e d'Europa non subiscano l'ennesima ingiusta criminalizzazione e che quanto prima venga fatta piena luce su questa drammatica vicenda».
Oggi, durante la tradizionale preghiera del venerdì, la comunità islamica dedicherà parte del rito alle vittime dell'attentato. Khalil, ieri mattina ha anche avuto un colloquio telefonico con l'Arcivescovo di Pisa, monsignor Benotto. «Non ci faremo intimidire da queste azioni terroristiche - sottolinea l'Imam spiegando lo scambio di opinioni con l'Arcivescovo - Continueremo insieme nel nostro impegno per l'affermazione dei valori di fratellanza, solidarietà e pace».
Con una matita in mano, i consiglieri comunali hanno invece osservato un minuto di silenzio in apertura dei lavori del consiglio di ieri. «Quando si uccide invocando il nome di Dio, di qualsiasi Dio – sottolinea Ranieri Del Torto, presidente del consiglio comunale - si pronuncia la più grande bestemmia che sia possibile concepire».
Alla seduta hanno partecipato anche Khalil e don Roberto Filippini, rettore del seminario arcivescovile di Pisa. In segno di lutto le bandiere esposte da Palazzo Gambacorti sono state poste a mezz'asta. «Pisa – sottolinea il sindaco Marco Filippeschi – è contro gli assassini, contro il fanatismo e l'intolleranza, per la libertà e l'impegno a unire le forze contro la violenza jihadista».
Secondo il segretario provinciale del Pd di Pisa, Francesco Nocchi, contro il cosiddetto “califfato islamico” e «l'attrazione che esercita nelle periferie delle metropoli europee e tra immigrati di prima, seconda e terza generazione, servono risposte forti sul piano militare e su quello dei servizi di sicurezza e di intelligence».
L'attentato ha inoltre riacceso le polemiche sulla costruzione della moschea nel quartiere di Porta a Lucca. Nonostante qualche ritardo, due architetti sono al lavoro per stilare il progetto definitivo, sulla base di quello preliminare, che oltre all'edificio religioso con annesso un minareto di 25 metri, prevede la realizzazione di un centro culturale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
