Toscana
Dopo le vacanze gli studenti trovano le aule al freddo
PISA. Un rientro dalle vacanze natalizie gelato per gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Santoni. I termosifoni, secondo gli studenti erano spenti e la temperatura al loro rientro in...
PISA. Un rientro dalle vacanze natalizie gelato per gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Santoni. I termosifoni, secondo gli studenti erano spenti e la temperatura al loro rientro in aula era di circa 12 gradi.
La protesta arriva dall’associazione Rete degli studenti medi. «Il 7 di gennaio – si legge in una nota dell’associazione - gli studenti dell'istituto Santoni hanno riscontrato nel complesso scolastico una temperatura di 12° C che è nettamente inferiore a quella stabilita dalla norma di legge, che prevede una temperatura compresa fra i 18°C e i 22°C». La stessa situazione è stata riscontrata anche in altre aule di altri istituti come al liceo scientifico Dini. «Come Rete degli studenti medi – continua la nota - vogliamo reclamare il loro diritto ad avere un ambiente idoneo allo svolgimento delle lezioni, per il loro benessere e quello degli altri lavoratori della scuola».
Secondo l’associazione poi, il Santoni non è nuovo ad episodi di questo genere. «Il recente guasto dell'impianto elettrico, idrico e di riscaldamento e l'allagamento del sotterraneo dell’anno scolastico passato – recita la nota degli studenti -, dovuto all’inefficiente progettazione delle fognature ne sono un esempio».
Sulla questione della mancata o inefficiente accensione dell’impianto di riscaldamento del Santoni, la dirigenza fa sapere che non vi è stato nessun guasto ma che la scuola era rimasta chiusa per tutte le vacanze e quindi gli ambienti ci hanno messo un po’ di tempo a riscaldarsi. La Rete degli studenti medi ricorda però che l’intero complesso Marchesi dove c’è appunto l’Istituto Santoni è affetto da «numerose infiltrazioni d'acqua dai soffitti, da una massiccia presenza di escrementi e carcasse di piccioni, e i pannelli del soffitto sono in un pessimo stato di conservazione».
Gli studenti auspicano che con la riforma “Buona scuola” possano essere stanziati più fondi per l’edilizia scolastica. Gli edifici sono la base per una normale attività di docenza ed apprendimento. Con l’abolizione delle Province tutto, per ora, appare un po’ più complicato o nebuloso. (ca.ve.)
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