Strage di Parigi, l'imam di Pisa: "Una condanna senza se e senza ma"
Bandiere a mezz'asta esposte a Palazzo Gambacorti
PISA. "Condanniamo l'atto criminale contro la redazione del noto giornale satirico Charlie Hebdo senza se e senza ma. Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci, perche' qualsiasi forma di violenza contro civili innocenti e' estranea alla nostra religione e alla nostra etica e pratica civile". Lo afferma in una nota l'imam di Pisa Mohammad Khalil a nome della comunita' musulmana pisana dopo la strage jihadista.
"Esprimiamo - aggiunge - il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, cosi' come la nostra rabbia nei confronti di chiunque abbia pianificato e messo in atto questo sanguinoso gesto a dir poco bestiale. Speriamo che i molti milioni di musulmani di Francia e d'Europa non subiscano l'ennesima ingiusta criminalizzazione e che quanto prima venga fatta piena luce su questa drammatica vicenda".
Il Comune di Pisa ha invece esposto la mattina di giovedì 8 gennaio le bandiere a mezz'asta in segno di lutto. "Pisa - sottolinea il sindaco Marco Filippeschi - e' contro gli assassini, contro il fanatismo e l'intolleranza, per la liberta' e l'impegno a unire le forze contro la violenza jihadista".
"Contro l'Isis e "l'attrazione che esercita, in particolare nelle periferie delle metropoli europee e tra immigrati di prima, seconda e terza generazione servono risposte forti sul piano militare e su quello dei servizi di sicurezza e di intelligence". Lo afferma in una nota il segretario provinciale del Pd di Pisa, Francesco Nocchi, in una nota diffusa dopo la strage di Parigi.
Secondo Nocchi pero' e' necessario "prima di tutto prosciugare il mare in cui nuotano fenomeni come questo: servono politiche che diano al Mediterraneo un senso di comunita' e di gestione comune delle troppe, e da troppo tempo irrisolte, criticita' come l'affermazione dei diritti del popolo palestinese ad avere un proprio Stato entro i confini riconosciuti, in un quadro che salvaguardi anche la sicurezza e l'esistenza di Israele e il contrasto di quegli schieramenti politici che strumentalizzano la fede come mezzo di violenza e sottomissione". Tuttavia, conclude il segretario del Pd pisano, "il rischio piu' grave e' che il crimine che ha colpito cosi' duramente un giornale, Parigi, la Francia, l'Europa, il principio fondamentale della liberta' di stampa e di espressione rafforzi, per reazione, le spinte alla xenofobia, all'intolleranza per le diversita' culturali, religiose, razziali, all'odio per tutti coloro che appaiono diversi".
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