Il Tirreno

Pisa

Petizione di 500 cittadini: gli spazi sono anche nostri

di Monia Badalamenti
Petizione di 500 cittadini: gli spazi sono anche nostri

L’associazione “Amici di S. Giuliano” contesta un bando della passata legislatura con cui venivano affidati gli impianti sportivi compresi un parcheggio e spazi verdi

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SAN GIULIANO. Quasi 500 cittadini hanno firmato tra maggio e giugno 2014 per continuare ad usufruire liberamente dello spazio verde attiguo agli impianti sportivi Giuovanni Bui. Lo spazio, che comprende anche un campo sportivo usato per il calcetto, attualmente non recintato, è stato affidato in concessione nel 2012 ad una società sportiva, ASD San Giuliano Sport, dall'amministrazione allora in carica con regolare gara e conseguente assegnazione.

Da alcuni passaggi di questo affidamento ha luogo la problematica sollevata dall'associazione “Amici di San Giuliano” che ha raccolto le firme presentandole nei mesi scorsi all'attenzione dell'attuale amministrazione comunale. «Vogliamo informare i cittadini - dice il presidente dell'associazione Sandro Garzella Degl'Innocenti sostenuto da formale accesso agli atti pubblici effettuato con i suoi associati - che con bando pubblico n. 680 del 14/11/2012 il Comune ha indetto una selezione per la concessione ventennale degli impianti sportivi Giovanni Bui dove incomprensibilmente sono finiti anche un parcheggio e un ampio spazio verde limitrofo, nota zona di passeggio, svago e relax per moltissimi cittadini sangiulianesi di tutte le età».

Sul bando effettuato «in osservanza di alcune normative quali la legge regionale n. 6/2005 che prevede - riferisce il presidente a nome di tutta l'associazione - alcuni criteri quali la “scelta dell’affidatario che tenga conto dell’esperienza del settore, del radicamento sul territorio nel bacino di utenza dell’impianto, dell’affidabilità economica”, gli Amici di San Giuliano sostengono che la commissione esaminatrice riunitasi il 19 dicembre 2012, ha valutato l'unica domanda pervenuta dell’associazione ASD San Giuliano Sport, società - continua il presidente - costituitasi poche settimane prima del bando e all’epoca priva di attività sportive, esperienza e di radicamento sul territorio, assegnando 44 punti sui 100 assegnabili».

Di questi 44, 35 su 70 sono assegnati per la qualità del progetto che, secondo Degl'Innocenti, era conseguenza di certa disponibilità economica della Società sportiva, e nessuno invece per il radicamento sul territorio, requisito, per l'appunto, inesistente, citato dalla legge regionale. «Nonostante il contrasto con le prescrizioni di legge - dichiarano- la commissione ha decretato l'assegnazione per un canone irrisorio di 2.500 euro annui». «L’associazione - afferma infine - non accetta che la passata amministrazione comunale abbia valutato gli eventuali investimenti negli impianti del concessionario come un servizio alla comunità, in quanto il concessionario stesso ne sarà l’unico beneficiario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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