Sicurezza
Provincia, dimezzato grazie alla riforma il numero di dirigenti
Modificata la struttura dell’amministrazione, ridistribuiti gli incarichi. I manager a tempo determinato restano solo tre
PISA. Continua a svuotarsi la Provincia di Pisa. Il dimezzamento del numero dei dirigenti è realtà. Ed è contenuto in due decreti presidenziali, a firma Marco Filippeschi, con i quali prima è stata modificata la struttura organizzativa dell’ente e poi sono stati attribuiti gli incarichi ai dirigenti o, meglio, sono stati redistribuiti. L’effetto riforma si fa sentire progressivamente. Ancora devono arrivare dal governo le indicazioni precise su quando e come varie funzioni attualmente svolte dalle Province saranno trasferite ad altri enti. Nel frattempo restano in carico all’amministrazione di piazza Vittorio, tanto che ai dirigenti confermati sono stati dati anche incarichi definiti “a scavalco”.
Il numero. I dirigenti della Provincia passano così da 14 a 7, come previsto dal decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014 sulla riforma della pubblica amministrazione (detto Renzi-Madia). Nella parte relativa ai contratti a tempo determinato negli enti locali, il decreto impone che venga portato dal 10 al 30% il limite di qualifiche dirigenziali a tempo determinato (rispetto alla dotazione organica a tempo indeterminato). Alla Provincia di Pisa, nella dotazione organica della legislatura scorsa, era ben più alto il numero di contratti “a chiamata” rispetto agli indeterminati. I posti per dirigente sono 14, anche se i dirigenti erano 12 perché l’ex direttore generale Giuliano Palagi ricopriva più ruoli. Ma il numero da cui partire è quel 14 e la possibilità di applicare fino al 30% corrisponde a tre posti da dirigente. Che, sommati ai quattro a tempo indeterminato, portano il tetto a sette.
Struttura. Con la modifica della struttura organizzativa dell’ente, particolare importanza è stata data a queste funzioni: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento; tutela e valorizzazione dell’ambiente; pianificazione dei servizi di trasporto ed autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato; costruzione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica. Gestione dell’edilizia scolastica; assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità.
Incarichi. Di conseguenza, a Dario Bellini, dirigente a tempo indeterminato, va l’incarico di dirigente del Servizio Viabilità. Cristiana Bruni (tempo indeterminato) diventa dirigente dei Servizi Cultura, Sport, Pari Opportunità e Sociale. Per Genoveffa Carluccio (tempo determinato) ci sono il Servizio Scuola e il Servizio Patrimonio. A Paola Fioravanti (tempo determinato) il Servizio Programmazione e Gestione risorse. A Paolo Lombardi (tempo indeterminato) il Servizio Trasporto Pubblico Locale e Motorizzazione. A Laura Pioli (tempo determinato) il Servizio Ambiente. A Giuseppe Pozzana (tempo indeterminato) il Servizio Pianificazione Territoriale. Vanno “a scavalco” incarichi importanti come, ad esempio, la difesa del suolo (Bellini), il lavoro e formazione professionale (Bruni), le società partecipate (Pozzana).
Risparmio. Nell’elenco non c’è un dirigente di punta come Giovanni Bracci (difesa del suolo), che assume la qualifica di direttore generale del Consorzio di bonifica Basso Valdarno. Tra le figure previste escono quella di direttore generale, ma non quella similare al capo di gabinetto (rilevata, compenso compreso, da Giovanni Viale). Considerando poi i ruoli dirigenziali eliminati nel complesso, il risparmio annuo (retribuzioni lorde 2013) dovrebbe superare i 550.000 mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
