Sicurezza
Non solo piazza del Duomo, sito Unesco esteso al centro storico
Il Comune di Pisa scriverà il nuovo piano di gestione di Piazza dei Miracoli. Chiesto un finanziamento di 100mila euro al ministero dei Beni culturali
PISA. Com’è possibile collegare e valorizzare insieme il principale polo di attrazione della città – Piazza dei Miracoli – e tutto il resto dell’offerta turistico-culturale che si appresta a crescere, partendo dal recupero della mura e dall’apertura, seppur parziale, del museo delle navi antiche? A questa domanda, da sempre snodo e nodo (in larga parte irrisolto) delle strategie cittadine, proverà a dare finalmente una risposta il “Piano di gestione del Sito Unesco di Piazza del Duomo”. Per realizzarlo, inquadrando le nuove esigenze ed i cambiamenti avvenuti in questi anni, il Comune di Pisa ha deciso di partecipare ad un avviso lanciato dal ministero dei Beni culturali chiedendo un contributo di 100mila euro e compartecipando per 20mila. L’avviso, scaduto alcuni giorni fa, ha per titolo: “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”.
E’ dal 1987 che il sito “Piazza del Duomo di Pisa” è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Ogni sito deve avere anche una sua “buffer zona”, ovvero una sorta di zona cuscinetto o fascia di rispetto. Inoltre deve essere dotata di un adeguato piano di gestione che ne “assicuri un’effettiva del sito per le generazioni presenti e future”. Fino allo scorso luglio il soggetto referente del sito presso il ministero era l’Opera Primaziale, ora invece è il Comune di Pisa. La giunta comunale, nell’approvare la partecipazione all’avviso ministeriale, ha ufficializzato l’esigenza di estendere il perimetro del sito e la “buffer zone” comprendendo anche “il centro storico di Pisa”. Rispetto al piano di gestione attuale, la giunta ritiene “necessaria una revisione e rielaborazione delle politiche gestionali” anche per “una connessione con il sistema culturale territoriale ad esso collegato” e per attuare “strategie capaci di governare i processi di mutamento”. Dunque, da una parte il piano dovrà continuare con la “gestione, tutela, promozione e valorizzazione del complesso monumentale di Piazza del Duomo”. Dall’altra dovrà puntare “a potenziare le capacità del sistema culturale pisano”, a vantaggio “dello sviluppo socio-economico del territorio”. Il piano, in pratica, dovrà indirizzare le azioni e le politiche sul sito e anche sulle zone intorno destinate a cambiare sempre più.
Infatti, nell’atto della giunta si ricorda la prospettiva dello spostamento dell’adiacente polo ospedaliero Santa Chiara con recupero dell’area secondo quanto previsto nel piano Chipperfield (abitazioni, parcheggi, centro commerciale); e si ricorda anche l’intera trasformazione dell’asse pedonale stazione ferroviaria-piazza del Duomo, considerato l’avvio di lavori di pedonalizzazione di via Santa Maria. Il piano dovrà indicare anche come mettere in connessione e ricollegare il percorso “in direzione del cantiere delle antiche navi di Pisa, lungo l’antica via di accesso al mare”. Infine, a proposito del sistema culturale da legare sempre più alla capacità di attrazione della Torre, vengono elencati il progetto mura, la valorizzazione dei Bastioni, il recupero della facciata del Museo delle Sinopie, la realizzazione del punto informativo turistico in piazza del Duomo e il recupero di piazza dei Cavalieri.
In conclusione, servirà una pianificazione “che faccia del sito e del sistema culturale territorio connesso un sistema complessivo, parte integrante del processo di sviluppo della città”. Una gestione efficace, si legge nel progetto, “deve essere in grado di attivare, insieme alla tutela delle identità, le filiere delle attività culturali e produttive correlate”. Una sfida decisiva per Pisa, che il piano dovrà indicare come vincere. L’arrivo dei 100mila dal ministero, se ben sfruttato, potrà essere un inizio.
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