Alta velocità, dai trasgressori multe per undici milioni
PISA. Sfrecci in superstrada, ti dimentichi del limite di 90 km/h e l’autovelox fotografa l’infrazione. Imprecare non serve. E, sbollita la rabbia, non è granché di aiuto neanche sapere che una...
PISA. Sfrecci in superstrada, ti dimentichi del limite di 90 km/h e l’autovelox fotografa l’infrazione. Imprecare non serve. E, sbollita la rabbia, non è granché di aiuto neanche sapere che una parte di quella multa servirà per migliorare le strade e renderle più sicure. Ma almeno uno sa dove finiscono gli euro pescati dalle sue tasche dalla Provincia per aver premuto troppo sull’acceleratore.
Messo a dieta nella governance politica e di organico, l’ente di piazza Vittorio Emanuele II conferma una certezza: l’incasso dei proventi delle multe fatte sulla superstrada e sulle vie provinciali dall’occhio elettronico antivelocità. E la previsione per il 2015, elaborata dagli uffici sulla base degli introiti degli anni precedenti, è di un incasso di 11.000.000 di euro: una media di circa 30.000 euro al giorno.
Per legge non meno del 50 per cento di quanto entra come sanzione al codice della strada deve tornare come manutenzione o educazione alla guida. La Provincia ha così deciso di destinare un quarto della metà delle contravvenzioni che fioccheranno nell’anno in corso per «interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente». Un altro 25 per cento andrà «al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l'acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale» si legge nel decreto del presidente della Provincia, Marco Filippeschi.
La metà del 50 per cento sarà vincolato ad attività «connesse al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell'ente, all'installazione, all'ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli (bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti) allo svolgimento, da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole, di corsi didattici finalizzati all'educazione stradale, a misure di assistenza e di previdenza per il personale e a interventi a favore della mobilità ciclistica».
Insomma, quello che esce dalle tasche dell’automobilista colto in fallo e fotografato dall’autovelox deve rientrare anche per tenere in ordine le strade e insegnare ai ragazzi come ci si comporta al volante. La rabbia del multato resta, ma almeno, nello spirito della legge, non dovrebbero essere soldi sprecati.
Pietro Barghigiani
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