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Pisa

emergenza

Blocco sfratti, niente proroga per 29 famiglie

Carlo Venturini
Striscioni contro gli sfratti
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Striscioni contro gli sfratti

Ma il 19 gennaio saranno consegnati 58 appartamenti d’edilizia popolare nel quartiere Cep

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PISA. Il 2015 si apre con una doccia gelata per undici famiglie del capoluogo pisano che rischiano lo sfratto per finita locazione. Altre diciotto sono le famiglie in provincia che rischiano di perdere la propria abitazione. Infatti, non è stato prorogato il blocco degli sfratti per finita locazione dopo che per sette anni consecutivi queste famiglie hanno potuto respirare per almeno un altro anno.

I dati sono stati forniti dalla prefettura di Pisa e coprono un periodo che va da gennaio ad ottobre 2014. A queste undici famiglie che rischiano di dover trovare un'altra situazione abitativa, se ne sommano altre 160. Questa volta, però, lo sfratto è per morosità sia volontaria che incolpevole. La situazione a Pisa è pesante, anche se non tragica come invece appare quella Firenze, ad esempio, dove gli sfratti per finita locazione sono oltre cento. A fronte di questa nuova tensione sul fronte abitativo, l'amministrazione comunale di Pisa ha in serbo un piano che troverà attuazione già il 19 gennaio con la consegna di 58 alloggi di edilizia popolare nel quartiere Cep.

Che la tensione abitativa stia comunque in qualche modo crescendo è testimoniato dalla denuncia dell'Unione Inquilini che circa un mese fa ha segnalato che tra il Cep e Sant'Ermete ci sono almeno 80 alloggi popolari sfitti (35 a Sant’Ermete) e ce ne sarebbero almeno 90 ancora in costruzione da anni.

«Abbiamo chiesto che gli appalti per i lavori di costruzione e di manutenzione - interviene Virgilio Barachini dell'Unione Inquilini - siano affidati a ditte senza problemi economici e finanziari, che non falliscano prima della fine dei lavori, come troppo spesso invece avviene, e che alcuni lavori di manutenzione di modesta entità per rendere abitabili gli alloggi vuoti possano essere eseguiti dagli stessi inquilini, previo rimborso delle spese fatte in conto canoni da pagare».

Sempre secondo il sindacato degli inquilini, il Comune dopo, tante promesse, ha aumentato di appena 50.000 euro il fondo destinato all'emergenza casa per concedere depositi cauzionali per alloggi di proprietà privata o per sistemazioni provvisorie in alberghi. Ad ottobre poi, oltre cinquanta persone, appartenenti ai comitati dei quartieri popolari di Sant'Ermete, Gagno, Cep e San Giusto, hanno occupato la palazzina di via Fermi dell'Azienda pisana per l'edilizia sociale.

Dicevamo della contromossa del Comune per fronteggiare l'emergenza abitativa con 58 nuovi alloggi popolari al Cep. Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative, dice: «Le risorse sono sempre più esigue e noi cerchiamo di allungare la coperta, ma è pur vero che la stragrande maggioranza degli sfratti, oltre il 95% dei casi, avviene per morosità».

L'assessore poi, suffragata dai dati della prefettura, minimizza dal punto di vista statistico il problema del mancato rinnovo della proroga del blocco degli sfratti per finita locazione: «Si tratta di numeri bassi ed in genere le proroghe degli anni scorsi venivano applicate solo in quei casi in cui nell'abitazione c’era un minore o un anziano con più di 65 anni».

Il grosso problema in termini di numeri e disagio sociale sono gli sfratti per morosità visto che ammontano a 390 se teniamo conto non solo di Pisa capoluogo (160), ma anche della provincia (dati della prefettura aggiornati al 31 ottobre 2014). Ma i soldi statali e regionali non bastano come ricorda Zambito: «Le risorse stanziate dalla Regione a Pisa con 149.000 euro per l'emergenza abitativa verranno utilizzate velocemente e non sono sufficienti».
 

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