Il Tirreno

Pisa

l'iniziativa

Una lotteria finanzia il rifugio degli animali

Rebecca Pardi
Maiali all'Ippoasi di San Piero a Grado
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Maiali all'Ippoasi di San Piero a Grado

La struttura di San Piero a Grado ospita mucche, asini, maiali, capre, pecore e cani: tutti strappati a maltrattamenti

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PISA. Sembrerebbe l'arca di Noè, ma è la "Fattoria della Pace Ippoasi Onlus". Si trova a San Piero a Grado, nasce nel 2010 e ospita attualmente un'ottantina di animali, tra cui mucche, asini, cavalli, maiali, capre, pecore, galli, galline, anatre, conigli e cani.

E se questo è il periodo dell'affetto, dei regali e del ritrovarsi tutti insieme in famiglia, visitando il sito www.ippoasi.org è possibile (fino al 6 gennaio) partecipare alla lotteria benefit per Ippoasi 2015. Il premio consiste in un ricco pacco con prodotti offerti da aziende (tutto biologico). È possibile acquistare i biglietti presso la Casina di Alice, ristorante BioVegan di Livorno (via Cambini 4), oppure online tramite Ippoasi contattando la email mercatino@ippoasi.org.

L'estrazione del premio verrà fatta il 6 gennaio alla Casina di Alice. Tutto il ricavato andrà per gli animali ospiti del rifugio. E che vivono in libertà nei quasi quattro ettari di terreno a disposizione, secondo i ritmi della loro natura, godono della compagnia l'uno dell'altro e sono accuditi con affetto. A sottrarli al loro destino di sofferenza alcuni volontari che hanno scelto, per coerenza con i loro principi non violenti, una filosofia di vita vegana.

Ippoasi è un'esperienza quasi unica in Italia, fondata sul rispetto per l’ambiente e per tutti i suoi abitanti. L'iniziativa nasce dall'evoluzione di un centro ippico gestito una volta da Christian Luciani, fondatore di Ippoasi, e dalla sua ex moglie.

«Cavalli da corsa, trotto, cavalli da salto a ostacoli, ippoterapia e quant'altro - racconta Christian -, facevamo tutto questo; poi c'è stata un'evoluzione di pensiero e abbiamo cominciato ad apportare delle modifiche di approccio, quali togliere i ferri, le selle e gestire i cavalli in un modo il più possibile naturale. Fino all'ultimo step: abbiamo capito che l'equitazione si può fare al meglio, ma rimarrà sempre una cosa sbagliata. Dopo aver capito i danni fisici e psicologici che facevamo ai cavalli abbiamo deciso di chiudere la scuola che allora contava tra quindici e venti bambini, oltre a quindici cavalli a pensione».

Il maneggio viene chiuso e i cavalli che erano stati fino a quel momento una fonte di reddito diventano improvvisamente un costo enorme. Christian decide però di non venderli e con un gruppo di volontari crea Ippoasi, che oggi non è solo un "rifugio" ma è anche un importante polo per l'educazione ambientale e il rispetto della vita in genere.

Nelle visite guidate e nei laboratori didattici, bambini e adulti si avvicinano a un mondo a molti sconosciuto. L'obiettivo è presentare e far conoscere l'animale per quello che è, «con le sue esigenze e caratteristiche specifiche - spiega Christian - e non per come l'uomo è solito sfruttarlo».

Alcuni di questi animali hanno i segni lasciati sul loro corpo dai maltrattamenti subìti dagli umani. Altri hanno ancora ricordi delle violenze fisiche a cui venivano sottoposti ogni giorno e che lentamente stanno dimenticando, acquisendo di nuovo fiducia nelle persone che adesso li circondano.

Da Ippoasi gli animali non sono considerati un numero come di solito avviene negli allevamenti, ma sono esseri senzienti con una propria identità e un nome. Quest’oasi svolge un importante duplice servizio: di soccorso e di ospitalità verso gli animali in cerca di una dimora felice, ma anche una funzione didattica e sociale con l'accoglienza di scuole, cooperative sociali, centri per diversamente abili.
Per chi volesse aiutare gli animali dell’Ippoasi, c’è anche la possibilità della cosiddetta adozione a distanza.

«In questo modo - si legge sul sito web della onlus - contribuisci direttamente al loro mantenimento, permettendoci una sicura e più facile gestione delle risorse per il rifugio. Abbiamo dato una quota a ciascuna razza per il suo mantenimento, ed una persona può decidere di aiutare un animale per tutto il tempo che vuole, con contributi mensili. Cavalli, asini e mucche 100 euro al mese (divisibili in quattro quote da 25 euro); maiali, capre, pecore, pony 50 euro al mese (divisibili in due quote da 25 euro); cani 30 euro al mese; galline, anatre e conigli 10 euro al mese».
 

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