Il dolore
Storni, piazza Guerrazzi è assediata dal guano
Cresce la protesta di residenti e commercianti preoccupati per la salute Un benzinaio: «Non ce la facciamo più, ma nessuno finora è intervenuto»
PISA. In piazza Guerrazzi comandano gli storni. Uccellini scuri, spesso non più grandi di una ventina di centimetri e che pesano meno di un etto. E che non hanno nessuna intenzione ostile verso gli umani. Ma da un po’ di tempo a questi umani rendono la vita impossibile a causa del terribile odore dei propri escrementi.
L’ultima protesta arriva da diversi lettori, per la precisione un gruppo di abitati e gestori delle attività commerciali della piazza. «Da alcune settimane - affermano - centinaia di storni hanno preso comodo alloggio sui pini posti al centro della piazza. Uccelli ammirevoli per le loro evoluzioni aviatorie, ma che lasciano la piazza stessa coperta da escrementi particolarmente nauseabondi, specialmente nelle giornate di pioggia».
E il fastidio è notevole, come abbiamo appurato sul posto. «A farne le spese - dicono gli estensori della protesta - noi che siamo costretti a soggiornarvi, ma anche cittadini e studenti che gravitano su una delle piazze più affollate e trafficate della città».
Il problema è fastidioso sempre, ma in alcuni giorni diventa realmente tremendo, soprattutto quando piove perché l’odore si sente da decine e decine di metri di distanza. «E immaginate cosa vuol dire per noi che ci passiamo la giornata», aggiunge Marco Siragusa, che lavora alla stazione di benzina Ip, l’unica rimasta in piazza.
Ma qual è l’istanza di cui si fanno promotori questi cittadini? «Chiediamo a chi di dovere, visto che ad oggi non siamo ancora bene riusciti a comprendere il soggetto giusto a cui rivolgerci, di adoperarsi per riportare una situazione di normalità nella piazza, alla luce anche della notevole mole di deiezioni presenti che mettono a repentaglio non solo le narici ma anche la salute stessa dei frequentatori della piazza, porta d’accesso cardine della città».
Gli storni si nutrono di insetti che cercano razzolando nel terreno, olive, frutta, semi e a volte piccoli vertebrati. In campagna si vedono in stormi formati anche da centinaia di esemplari e non sono simpatici ai contadini a causa della loro voracità; recentemente la Coldiretti Toscana ha stimato in 160mila euro l’anno il danno che provocano alle coltivazioni in tutta la regione. In città il tipo di danno che provocano è costituito dal cattivissimo e persistente odore che contraddistingue le zone nelle quali nidificano. E la loro presenza, quando dura troppo, viene combattuta sia con mezzi “convenzionali” come le reti, dissuasori acustici (che emettono suoni ad essi sgraditissimi) e caccia con cartucce a salve, sia con l’uso di predatori, come il falco e la poiana com’è stato fatto recentemente a Borgo San Lorenzo in provincia di Firenze.
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