Il Tirreno

Pisa

Sonia è morta in silenzio mentre scriveva un sms

di Pietro Barghigiani

La testimonianza del padre: «Ho assistito alla scena, era collegata con un’amica» Fatale l’ipertensione polmonare. La madre: «Da giorni faceva fatica a respirare»

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PISA. Sdraiata sul letto tutta presa a scrivere sms all’amichetta.

Un messaggio digitato con rapidità adolescenziale rimasto incompiuto. La testa che si inclina di lato.

Le mani che lasciano cadere il cellulare. E la vita che scivola via. Davanti agli occhi del papà.

Se si potesse scansionare la sequenza del passaggio dalla vita alla morte, il decesso di Sonia Talbi ne sarebbe l’icona più eloquente. E tragica. Il cuore della studentessa 14enne del liceo scientifico Dini si è fermato in un pomeriggio di fine anno in un ospedale bolognese dove era ricoverata da una settimana.

Il padre, Monir, era accanto a lei. Ha assistito impotente alla morte improvvisa della figlia che mezz’ora prima aveva telefonato alla mamma, rimasta a Pisa: «Sto bene, aspetto che il professore firmi le dimissioni e ci vediamo a casa».

Nell’appartamento dei Talbi in un condominio di via Matteucci la mamma di Sonia, Latifa è confortata da amici e parenti. Un dolore composto che cela una devastazione interiore che solo un genitore che perde un figlio può provare.

«Quel giorno ero andata a fare la spesa perché la sera sarebbe tornata – racconta Latifa –. Nel pomeriggio, invece, dopo esserci sentite, mio marito mi ha chiamato per dirmi che Sonia era morta. Avevamo deciso di sottoporla a visite specialistiche perché da giorni diceva che si sentiva oppressa al petto e faceva fatica a respirare».

I genitori di Sonia, che lascia anche due fratelli e una sorellina, non muovono critiche all’ospedale e al personale che ha seguito la ragazzina. Anzi, tutt’altro.

«Ringraziamo tutti per come hanno seguito Sonia – prosegue la mamma –. Mio marito è stato con lei tutto il tempo e ha visto che come si sono comportati».

La salma della studentessa tunisina, da anni a Pisa, partirà nei prossimi giorni da Bologna per Tunisi dove le verrà dato l’ultimo saluto. Non ci sono fascicoli aperti da parte della magistratura e il riscontro diagnostico effettuato in ospedale ha confermato l’imprevedibilità del malore fatale.

L’ipertensione polmonare di cui soffriva Sonia alla fine ha compromesso il cuore provocandole un infarto fatale.

«Ho assistito alla sua morte – aggiunge il padre –. Ero lì nella camera dell’ospedale. Stava scrivendo sms a un’amica con il cellulare. All’improvviso si è come addormentata. Non c’è stato niente da fare. Anche i medici me l’hanno ripetuto. È stato un malore non prevedibile».

Appassionata di ginnastica ritmica che aveva praticato per anni, Sonia amava anche i cavalli. L’equitazione era uno dei suoi passatempi preferiti.

«Ma soprattutto si dedicava allo studio – continua la mamma –. Aveva voluto iscriversi al liceo scientifico e l’avevamo assecondata».

I genitori dei compagni di classe (la prima C) della studentessa, oltre all’associazione San Vincenzo De’ Paoli, si stanno organizzando per dare un supporto concreto alla famiglia.

La scomparsa così repentina della ragazza ha turbato i genitori, ma anche il personale docente e non del liceo Dini.

Sonia, studentessa coscienziosa e piena di amicizie, non ha lasciato indifferente chi l’ha conosciuta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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