Il Tirreno

Pisa

Sgarbi chiede nove sculture pisane per l’Expo

Ma l’ingegnere Bentivoglio dell’Opera della Primaziale avverte: «Dobbiamo ancora valutare»

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PISA. Sembra una gara. Una strana gara, in cui c'è chi corre per presentare all'Expo milanese del 2015 le sue bellezze artistiche, c'è chi invece rifugge dall'idea di mandare capolavori fuori casa, per timore dei possibili inconvenienti nell'operazione di trasporto ed esposizione. Due teorie, due filosofie. I bronzi di Riace, tanto richiesti da Vittorio Sgarbi, nominato Ambasciatore dell'Arte per l'Italia all'Expo, probabilmente non si muoveranno da Reggio Calabria, "per la loro fragilità" come sostengono i responsabili del Museo che li ospita. Neppure Botticelli, pare, si sposterà da Firenze per andare a Venaria (Torino). Tanto meno l'Ortolano di Arcimboldo si allontanerà dal Museo di Cremona. Altri capolavori giungeranno invece a Milano, mentre città come Ravenna si lamentano per non essere state interpellate con richieste di opere.

E Pisa, così ricca d'arte, parteciperà all'Expo? «Vittorio Sgarbi ha avanzato la richiesta di avere per l'Expo le nove grandi sculture di tardo Duecento che un tempo facevano parte della decorazione esterna del Battistero e ora sono nel loggiato del Museo dell’Opera del Duomo», risponde l'ingegnere Giuseppe Bentivoglio. «La Deputazione dell'Opera della Primaziale si è espressa positivamente per il prestito in linea di massima, poi ci saranno da valutare molte cose: dove andranno a finire, cioè in che sede milanese saranno esposte, come saranno trasportate, i costi assicurativi, i tempi, che sono abbastanza vicini, perché l'Expo ha inizio il primo maggio e quindi ad aprile dovremmo mandarle».

Un trasporto abbastanza complesso, infatti. Si tratta di nove gigantesche sculture in marmo di San Giuliano raffiguranti quattro Evangelisti, altrettanti Apostoli e una Madonna, dal peso di almeno una tonnellata l'una, attribuite al grande scultore Giovanni Pisano. «A metà anni Quaranta del Novecento furono portate giù per proteggerle dalle intemperie e messe all'interno dello stesso Battistero, sostituite in loco da copie in resina. Nel 1986 furono sistemate definitivamente nel Museo dell'Opera, dove sono ancora adesso».

È opportuno slegare dal contesto originario della Piazza dei Miracoli questi grandi pezzi scolpiti, non autonomi, ma legati strettamente al Battistero? «Valuteremo. Ma ci sono due motivi positivi per prestarli: uno, che il Museo dell’Opera è chiuso per due anni, e quindi le sculture non sono visibili; secondo, rappresenterebbero una presenza importante all'Expo, un grande richiamo a Pisa. Poi non sembrano rischiare, certo non si sa mai. In ogni caso, altre opere più fragili non sono state imprestate».

Dello stesso parere il Presidente Pierfrancesco Pacini, che si era espresso favorevolmente in una recente conferenza stampa, sottolineando però «che bisognava ancora valutare con cautela diverse cose».

Decisa invece la soprintendente Paola Raffaella David, la quale sostiene «che non ci siano pericoli di fragilità delle opere e che gran parte dei capolavori antichi sono stati spostati da una parte dell'altra del mondo, indipendentemente dal loro contesto e significato originari. L'esempio, i marmi del Partenone di Atene finiti al British Museum di Londra».

Anche se, un fatto è la migrazione di opere per conseguenze di fatti bellici, bottini e spogliazioni, altro fatto è la scelta di mandarli volontariamente. In ogni caso, sembra proprio che i nove giganteschi busti scolpiti, imponenti e suggestivi, voleranno all'Expo. Facevano parte della complessa decorazione scultorea del Battistero condotta da Nicola Pisano e soprattutto dal figlio Giovanni dalla fine degli anni sessanta del Duecento al 1295 circa. Tra teste maschili e femminili, protomi ferine, spiccavano nelle loro edicole insieme ad altri (una trentina in tutto), grezzi e solo abbozzati perché dovevano essere visti da lontano e dal basso. Databili tra il 1268 e il 1278, sembrano opera di Giovanni e dei suoi collaboratori, più che del padre, che ha certamente fornito idee e disegni prima di morire.(m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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