La protesta
Saldi, le famiglie pisane spenderanno 290 euro in media
Al primo posto l'abbigliamento, seguito da calzature, accessori, biancheria intima, articoli sportivi e pelletteria
PISA. Saranno 51.000 i pisani che approfitteranno delle vendite di fine stagione che partono il 3 gennaio. Calcola l’ufficio studi di ConfcommercioPisa che ciascuna famiglia che acquista in saldo spenderà circa 290 euro, per un giro d’affari complessivo di 7 milioni e 350.000 euro. L’abbigliamento continuerà a rappresentare il prodotto largamente più venduto, seguito a distanza dalle calzature, in crescita rispetto allo scorso anno, accessori, biancheria intima, articoli sportivi e pelletteria. Gli sconti previsti alla clientela sono nell’ordine del 30%, mentre nello stesso tempo continua a crescere la percentuale di coloro che hanno atteso i saldi invernali per acquistare qualsiasi prodotto e non soltanto quelli griffati. Si aspettano i saldi per acquistare anche il necessario. Non è un caso che la leva del prezzo sia negli anni diventata sempre più importante, visto che la percentuale di coloro che considerano determinante il prezzo è salita al 35%, di dieci punti superiore rispetto allo scorso anno. Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto i soggetti di genere femminile, i consumatori in età compresa tra i 45 e i 54 anni e residenti nelle grandi aree metropolitane.
Per Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa, “sarà confermata la tendenza degli acquisti nei negozi tradizionali e una scelta sempre più orientata al prodotto di qualità ad un prezzo accessibile. Spero che i i saldi possano rappresentare per i negozi al dettaglio plurimarca finalmente un'occasione di rilancio. Complessivamente rappresentano il 18%-19% del fatturato annuo, anche se non sono una via d’uscita per i negozi del settore. I margini per le imprese restano comunque troppo bassi, è doveroso intervenire sui consumi, massacrati da tasse e spese obbligate, da una sfiducia nel futuro e un comprensibile atteggiamento prudenziale dei consumatori, sempre più indirizzati al contenimento delle spese”.
Secondo Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, “consumi e redditi pro capite sono tornati indietro di vent’anni, mentre tredicesime e bonus di ottanta euro sono serviti a pagare soprattutto le tasse. Le famiglie sono disorientate, ma l’aspetto positivo è che l’attesa dei consumatori verso i saldi si conferma molto alta e la stragrande maggioranza di loro considera buono il rapporto qualità prezzo dei prodotti acquistati in saldo”.
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