La manifestazione
Mezza tonnellata di droga nell’auto: badante in cella
Scoperti dalla polizia 1229 panetti di hashish occultati in una Toyota modificata Dissaldati anche alcuni pannelli per recuperare la sostanza stupefacente
PISA. La badante si improvvisa corriere della droga dopo la morte dell’anziano che accudiva in città.
Ma l’esordio nell’ambiente dei trafficanti di sostanze stupefacenti di Siham Benharoual, 25 anni, marocchina, residenza formale a Cento (Ferrara) e domiciliata a Pontedera, non è stato granché felice.
È stata arrestata dalla polizia del porto di Genova dopo essere stata trovata in possesso di 512 chili di hashish.
L’hanno bloccata e scoperta appena sbarcata dalla nave Gnv Excellent, in arrivo da Tangeri in Marocco. Il fermo di polizia giudiziaria è stato convalidato dal gip del Tribunale genovese e la donna, assistita dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, resta in carcere con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti.
Dopo aver perso il lavoro anche a causa del decesso del pensionato di cui si prendeva cura e senza trovare valide alternative, la badante era tornata nel suo Paese.
Chi abbia incontrato e come sia stata contattata per prestarsi ad affrontare un viaggio con mezza tonnellata di droga in auto resta, per ora, un mistero.
Agli investigatori ha solo detto che era la prima volta che faceva una cosa del genere.
La polizia di frontiera al momento dello sbarco ha controllato i documenti della donna che era alla cui guida di una Toyota Avensis di sua proprietà. Hanno dato un’occhiata nell’abitacolo e hanno visto sul sedile posteriore sul seggiolino di sicurezza una bambina di quattro anni. Era la figlia della Benharoual
La donna ha mostrato agli agenti, oltre al proprio passaporto e quello della figlia, anche la carta di circolazione per veicoli immatricolati in Italia e il certificato di proprietà.
Gli agenti, però, si sono insospettiti dal fatto che non risultava visibile, sul cruscotto anteriore il numero di telaio dell’auto. Minuti di perplessità che hanno fatto crescere l’insofferenza della donna. Mentre controllavano il codice punzonato dalla fabbrica che si trova stampigliato nella parte anteriore destra lato passeggero, hanno notato sotto il sedile, all’interno di un vano ricavato ad hoc, alcuni panetti colorati.
In quel momento è iniziato il conto alla rovescia concluso con l’arresto. Le confezioni artigianali erano piene di hashish. E così l’auto, che in modo sempre più evidente poteva indurre al sospetto di una modifica per il trasbordo che pensano sicuro del carico, è stata sottoposta a uno smontaggio.
I vigili del fuoco hanno usato le mole per tagliare e sfaldare scocca e carrozzeria interna e arrivare così alla scoperta dei doppifondi.
Sono stati anche dissaldati alcuni pannelli aggiunti in Marocco per ricavare anfratti in cui stivare i panetti di diversi colori: alla fine ne hanno contati 1229 disseminati nei nascondigli creati da chi ha sistemato il carico nella Toyota.
La badante improvvisata corriere della droga è stata portata in carcere, mentre la figlia di 4 anni affidata a una struttura gestita dai servizi sociali.
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