Sicurezza
«La procura deve fare luce sulla frana di Ripafratta»
SAN GIULIANO. Edificazione massiccia e speculazione, dissesto geologico, errato posizionamento dei tralicci di Terna Spa e scarsa manutenzione del territorio: ecco i punti su cui soffermarsi e...
SAN GIULIANO. Edificazione massiccia e speculazione, dissesto geologico, errato posizionamento dei tralicci di Terna Spa e scarsa manutenzione del territorio: ecco i punti su cui soffermarsi e riflettere dopo la frana del 18 dicembre scorso. Sulla vicenda di Ripafratta interviene così il consigliere comunale Andrea Vento del gruppo “L'Altra San Giuliano” che si dice favorevole all’apertura di una inchiesta.
Il consigliere parla di un aumento sensibile negli anni del consumo del suolo pubblico a scopi di edilizia residenziale: «La massiccia edificazione - afferma Vento - è, in larga misura, il risultato delle bramosie di profitto della lobby degli impresari edili locali che avevano individuato il target degli acquirenti in soggetti benestanti, soprattutto provenienti da Pisa, invece che rispondere ai bisogni dei residenti nel comune che invece necessitavano di alloggi popolari e residenziali di livello inferiore».
Sulla questione Andrea Vento richiama anche qualche dato relativo all'aumento della popolazione: «Le numerose lottizzazioni effettuate in tutto il comune hanno comportato un trasferimento di popolazione che ha generato, fra il 2002 e il 2014, un aumento demografico di circa 1.000 unità». Tale consumo del suolo con il dissesto geologico in atto creano un binomio pericoloso: «Il consumo di suolo abbinato ad una scarsa manutenzione del territorio, in periodi di eventi atmosferici estremi, espone i cittadini a un rischio latente che può concretizzarsi in qualsiasi momento».
L'altra questione responsabile dell'evento secondo il consigliere riguarda il traliccio ad alta tensione posto da Terna Spa nel 1996. Questo sorge «su un'area a ridosso di una cava dismessa dagli anni '30, mai bonificata e messa in sicurezza». Da un anno e mezzo si erano verificate altre 3 frane nella stessa area, ma i lavori di messa in sicurezza erano in ritardo. «Sono favorevole all'apertura di un fascicolo d'inchiesta da parte della Procura di Pisa - conclude Vento - per l'accertamento delle responsabilità».
Monia Badalamenti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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