Sicurezza
Cinque generazioni in un solo scatto
Tra Pisa e Firenze, dal piccolo Samuele alla trisnonna Sandrina
PISA. Il bimbo che vedete a sinistra nella foto si chiama Samuele ed è nato nell’agosto scorso. Lo tiene in braccio Federica Brancato, accanto alla quale c’è Paola Parra. Ancora più a destra troviamo Carla Aderigi. E in fondo ecco Sandrina Gamboni.
Un maschietto e quattro donne, cinque cognomi diversi. E qualcosa che li accomuna tutti: sono un bimbo, sua madre, la nonna, la bisnonna e la trisnonna. Tutti pisani, anche se ormai solo la trisnonna vive a Pisa.
Cinque generazioni insieme in uno scatto, un discreto record che regala tanta felicità.
La capostipite - come detto - è la signora Sandrina, classe 1919, di Molina di Quosa. Oggi vive a Pisa, precisamente in Barbaricina, con il figlio Claudio Aderigi, persona conosciutissima ed ex agente tecnico del Tribunale di Pisa, ora in pensione.
La sorella di Claudio, Carla, è del 1938 e ha sempre fatto la sarta. Ancora giovane si sposò e andò a vivere a Firenze, dove nel 1962 è nata la figlia Paola, che nel capoluogo di regione fa la parrucchiera.
E a Firenze è nata anche la figlia, dunque la quarta generazione della nostra foto: Federica, classe 1988, di professione infermiera. La cui vita è stata allietata pochi mesi fa dalla nascita del piccolo Samuele.
Da Molina a Pisa, a Firenze. Novantacinque anni di storia familiare (da domani saranno... novantasei visto che saremo nel 2015) riuniti in uno scatto.
La storia, quella della gioia della vita, non è fatta di grandi episodi, ma di serena quotidianità e di affetti che perdurano nel tempo e a volte, con un po’ di fortuna e di cura della propria salute, regala anche questi scorci.
Un bel gruppo, dunque: una chicca che ci è stata segnalata da un fresco pensionato, amico di famiglia (fu collega in tribunale di Claudio Aderigi), che è poi Mario Casella, giudice di pace il quale si è distinto per molti anni con una serie di sentenze ineccepibili quanto coraggiose riguardo ai piccoli e grandi drammi quotidiani dei cittadini nei loro rapporti con le istituzioni.
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