Sicurezza
MANCA UNA SEDE CHE OSPITI LE ASSOCIAZIONI
di GIOVANNI PARLATO Un. a catena con il lucchetto segna la fine dell’occupazione. Le forze dell’ordine lasciano la firma in questo modo. Ma non passa stagione senza che un altro stabile venga...
di GIOVANNI PARLATO
Un. a catena con il lucchetto segna la fine dell’occupazione. Le forze dell’ordine lasciano la firma in questo modo. Ma non passa stagione senza che un altro stabile venga occupato. Striscioni alle finestre annunciano l’inizio di una nuova battaglia. Fino a quando polizia o carabinieri arrivano con catena e lucchetto. E la corsa continua. Prima dello sgombero di Palazzo Boyl, il Municipio dei Beni Comuni aveva occupato il Distretto Militare, l’ex Colorificio, la Mattonaia. Rebeldìa e un cartello di associazioni da anni chiedono uno spazio dove organizzare le attività, ma non è mai stato trovato un accordo con l’Università né con il Comune. Neanche la possibilità di avere uno spazio delle Ferrovie si è concretizzata. Il Municipio dei Beni Comuni che raduna Rebeldìa e decine di associazioni è una realtà che richiama centinaia di giovani i quali reclamano un proprio spazio. Una realtà che trova terreno fertile in una città dove grandi immobili sono tenuti sfitti per interessi di mercato. Immobili di pregio che purtroppo perdono sempre più valore come Palazzo Mastiani che ospitava la prima facoltà di Informatica nata in Italia.
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