Il dolore
Presepe negato, le reazioni del web
Vivace dibattito su Facebook: le critiche sono la larga maggioranza
PISA. Il “presepe negato” ai bambini di una scuola ha aperto un nutrito dibattito in città, dopo la protesta dei loro genitori. Il fatto risale ai giorni scorsi: in un asilo della periferia orientale di Pisa lunedì sera si è svolta la festa di fine anno senza mai citare la parola Natale e senza simboli religiosi come l’albero o il presepe. È giusto o sbagliato? Difficilissimo rispondere a questa domanda, ma è certo che ad alcuni genitori non è andato bene, anche se la direzione dell’istituto parla di «percorso condiviso».
Numerosissime sono le visualizzazioni della notizia sul sito del “Tirreno” e sulla nostra pagina facebook (circa 2300 circa sino a ieri sera). Altrettanto numerosi i commenti sul web, e per lo più incentrati sulla critica alla decisione di escludere i simboli religiosi.
«Mia figlia ha oggi 23 anni - scrive un lettore. - Quando frequentava l'asilo, durante le festività, ha sempre avuto la visita di Babbo Natale e della Befana e sempre c'è stata la recita natalizia. Bambini di altre etnie seppur presenti mai hanno creato problemi, anzi. Quindi oggi mi chiedo se abbiamo sbagliato allora o sbagliano oggi. Sono comunque del parere che sia ingiusta la discriminazione inversa».
Alcuni commenti sono più estremi: «Siamo in Italia e sono gli altri che devono integrarsi e rispettare le nostre tradizioni! Ma scherziamo davvero! Vogliono togliere ai nostri figli anche la gioia del Natale?».
Altri invece sono più pacati: «Più che multiculturalismo questi provvedimenti vanno verso un appiattimento culturale. Integrarsi significa anche rispettare usi e costumi del Paese ospitante, preferibilmente facendoli propri almeno in parte, purtroppo non è così per i buonisti ipocriti». Poche le voci di consenso all’iniziativa.
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