Sicurezza
Il più bel regalo di Natale
Quattro tomi di Giampiero Lucchesi raccolgono, giorno per giorno, tutti gli accadimenti che la nostra città ha vissuto nell'ultimo millennio.
PISA. Settimana di regali, uno prezioso che rimarrà per farmi compagnia ben oltre il Natale.
Lo sapevate che oggi un furioso incendio ha devastato il quartiere San Martino? Che il consiglio comunale ha deciso di fare un nuovo tribunale? Che in piazza la Pera è esploso un palazzo? Sì, sono tutti episodi accaduti a Pisa il 27 dicembre, rispettivamente del 1164, del 1871, del 1981.
Come l'ho saputo? Grazie a un regalo che ho ricevuto per queste feste.
In un Natale ridimensionato dalla crisi può accadere che qualcuno - svenandosi, immagino - pensi a te e ti omaggi con un regalo di 11 chili. Undici chili di memoria. E' questo il peso dei quattro tomi che poche migliaia di pagine raccolgono, giorno per giorno, tutti gli accadimenti che la nostra città ha vissuto nell'ultimo millennio.
"Almanacco pisano", notiziario cittadino dal medioevo ad oggi; è un'opera titanica messa insieme da Giampiero Lucchesi che, a mezzo secolo dal suo primo giorno di lavoro all’Opera della Primaziale, ha dato alle stampe questo monumento alla memoria di Pisa.
Un gesto d'amore infinito, frutto di una caparbia ricerca che ha impegnato l'autore a tutto campo, dalla cronaca, alla storia, al costume con un particolare attenzione all'iconografia che inanella immagini artistiche e tragiche e divertenti fino alle pubblicità di ogni tempo. Cose che fanno sorridere e pensare che, a ben vedere, è tra i massimi piaceri che si possono trarre da un libro.
E' un gran dono per Pisa, perché la nostra città ha tra le sue principali caratteristiche quella di avere la memoria corta. Con una ulteriore particolarità che è tipica degli anziani, ricordiamo benissimo certe cose molto lontane (specie se gratificanti e gloriose) e dimenticare quel che è accaduto poco tempo fa. Molte delle promesse della politica contano parecchio su questa miopia mnemonica. Ora possiamo controllare, volendo. Anche usando i mirabolanti e completissimi indici. Un'opera di consultazione che ci aiuterà a ragionare meglio. La frase della settimana è tratta dalla prefazione dell'autore che, dopo aver sottolineato che per raccogliere la gloriosa memoria dei pisani c'è voluto un tedesco (Rudolf Borchardt), aggiunge: "Noi siamo propensi invece a disquisire masochisticamente sui periodi più nefasti".
E' verissimo, ma ora questo libro è scritto da un pisano, no? Macché, Lucchesi è lucchese. Sì sa, nessuno è perfetto.
Alla prossima.
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