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Pisa

consiglio comunale

Bilancio, 3 milioni di euro per migliorare le periferie

di Francesco Loi
Il palazzo ex Telecom è nel piano delle alienazioni degli immobili comunali
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Il palazzo ex Telecom è nel piano delle alienazioni degli immobili comunali

I finanziamenti verranno recuperati con la vendita del patrimonio immobiliare. Tra le ipotesi anche l’aumento dell’addizionale Irpef in base alle fasce di reddito

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PISA. Lo sguardo rivolto alle periferie dopo i numerosi progetti Piuss a vantaggio del centro storico. L’indicazione è contenuta nel bilancio di previsione 2015 approvato dal consiglio comunale nella notte di mercoledì 24: a favore tutta la maggioranza (20 voti), contrari tutti i gruppi dell’opposizione (10 voti). Per i quartieri il bilancio stanzia 3 milioni di euro: saranno poi i Ctp (consigli territoriali di partecipazione) a decidere come impiegarli, zona per zona, per interventi di riqualificazione.

Patto di stabilità. «Sul fronte delle entrate locali tutto fermo, con l’eccezione della Tari, la tassa sui rifiuti, che aumenterà del 4,4% per permettere l’estensione della raccolta differenziata con il metodo del porta a porta: una scelta, quella di attenzione alla pressione fiscale, fatta alla luce della crisi», spiega l’assessore al bilancio Andrea Serfogli. Riguardo ai grandi numeri, il bilancio di previsione stima in 1 milione di euro il taglio, ulteriore, per Pisa deciso dal governo sul totale destinato alle amministrazioni locali. Di contro, è previsto l’abbassamento del saldo del patto di stabilità: da circa 9,5 milioni di euro a meno di 5 milioni, e la differenza è quanto si libera alla voce investimenti (mettendo al sicuro alcuni cantieri determinanti come il restauro delle mura medievali).

Vendita immobili. Ma come saranno pagati gli interventi nelle periferie? «Pensiamo di trovare le risorse attraverso le alienazioni del patrimonio», spiega l’assessore, che spera in una ripresa complessiva del mercato immobiliare. Anche se l’operazione principale, probabilmente da 5 milioni di euro, è già stata largamente impostata con la vendita dell’ex palazzo Telecom (sede della Sepi) alla Fondazione Pisa. Per coprire i lavori nei quartieri, prosegue Serfogli, «sarà anche possibile ricorrere ad un avanzo di amministrazione».

Irpef a fasce. Ci sarebbe poi un’altra possibilità, che per ora è solo un’ipotesi, anche se la discussione è in corso e da tempo. Si tratta dell’introduzione del prelievo Irpef a fasce, con aliquota che aumenta all’aumentare dei redditi percepiti. Ora l’aliquota è fissata allo 0,2% («l’addizionale Irpef più bassa in Italia dopo Gorizia», sottolinea l’amministrazione in un comunicato) e vale per tutti i redditi. «Non è una strada obbligata, ma sarebbe una scelta - puntualizza Serfogli -. Ora vediamo come si sviluppa il dibattito».

Esenzioni e gettito. Negli uffici di Palazzo Gambacorti ci sono già simulazioni piuttosto precise di percentuali che cambiano in base alle fasce di reddito, assicurando un gettito intorno ai 3 milioni di euro, proprio quanto stanziato per i lavori nei quartieri. L’idea sarebbe quella di applicare le nuove aliquote solo oltre un certo reddito, tanto che dalle simulazioni un terzo dei contribuenti pisani sarebbe esentato. L’adeguamento del bilancio alla legge di stabilità è previsto per fine febbraio, «ma il nostro bilancio - conclude Serfogli - è già allineato».

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