Lutto
Crisi dell’olio, chiesto lo stato di calamità
Domanda alla Regione dopo la raccolta crollata del 90%, Calci capofila dei comuni del Lungomonte
CALCI. Il Comune di Calci, con un voto unanime del suo consiglio comunale, ha chiesto ufficialmente alla Regione Toscana il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il settore dell'olivicoltura dopo un 2014 che ha portato ad un calo della produzione di olio che si aggira attorno al 90%. Un atto ufficiale che adesso sarà condiviso anche dagli altri Comuni del Monte Pisano che si riconoscono nella “Strada dell'Olio”.
«Un 2014 orribile con una produzione quasi azzerata - afferma Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci - per colpa degli agenti atmosferici che hanno favorito il proliferare della mosca olearia. In una situazione del genere, senza dimenticare la nuova Imu sui terreni agricoli, non è difficile ipotizzare nuovi abbandoni o minore manutenzione dei terrazzamenti degli oliveti da parte degli olivicoltori che sono i principali custodi dei “Monti Pisani”. Una conseguenza per l'ambiente visto che proprio la manutenzione dei muretti a secco e degli oliveti hanno una importante funzione di tutela del paesaggio e dell'incolumità delle popolazioni che si trovano a valle, e sono quindi azioni rivolte alla tutela di beni comuni».
«A memoria d’uomo – aggiunge a sua volta Tiziano Nizzoli, fondatore di una importante azienda insediata a San Giuliano – mai si era verificata una situazione così negativa. Esiste purtroppo l’eventualità che numerosi olivicoltori abbandonino i terreni perché non ce la fanno più ad andare avanti. Il fenomeno, già presente gli anni scorsi, adesso è esploso in tutta evidenza».
Il consiglio comunale di Calci in particolare chiede che si individuino forme di sostegno immediate perché le aziende dei privati mantengano sicuri i territori.
Il sindaco Massimiliano Ghimenti sottolinea che «i Comuni della Strada dell'Olio devono farsi parte attiva presso i vari livelli istituzionali competenti, al fine di evidenziare la stretta connessione esistente tra l'olivicoltura, e l'agricoltura in generale, e la salvaguardia dal dissesto idrogeologico. Inoltre, i vari livelli di governo non possano ignorare la gravissima situazione in cui versa il settore. Da qui il riconoscimento dello stato di calamità naturale per individuare forme concrete e celeri di sostegno per salvaguardare olivicoltura ed agricoltura, e, attraverso di esse, il nostro territorio e la sua sicurezza. Il consiglio comunale di Calci conclude Hhimenti - , all'unanimità e quindi dando prova di coesione su un problema così importante, è l'apripista di una richiesta che ci vedrà compatti».
Pierluigi Ara
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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