Il dolore
«Così abbiamo conquistato i pisani»
Roberto Naldi (Corporacion America): «Impegni concreti e accelerazione sugli investimenti. Ora lavoriamo insieme»
PISA. «Stiamo lavorando a testa bassa», dice Roberto Naldi, presidente di Corporacion America per l’Italia. Venerdì scorso i cda di Sat e Adf hanno fatto compiere un altro passo in avanti al progetto di fusione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze. A febbraio la parola decisiva arriverà dalle assemblee dei soci. Anche da quella di Sat, dove le voci contrarie dei pisani si stanno, pur con cautela, affievolendo.
Naldi di questo è ormai convinto («sono fiducioso») e spiega cosa è cambiato nei rapporti tra il socio privato e gli enti pisani, dopo i mesi roventi della cosiddetta battaglia degli aeroporti. E soprattutto illustra ciò che, nei piani della società del magnate Eduardo Eurnekian, dovrà succedere nelle prossime settimane.
Naldi, lei ha definito «storico» l’esito del consiglio di amministrazione della Sat di venerdì scorso: perché?
«Per tanti motivi. Da quando esistono gli aeroporti di Pisa e Firenze, sono stati fatti tanti tentativi di metterli insieme. L’unico che sta arrivando a compimento è questo. Ed è storico anche considerando gli elementi di campanile che in centinaia di anni hanno caratterizzato i rapporti tra le due città».
Ora quanto pensate di essere vicini all’obiettivo?
«Molto vicini, siamo fiduciosi. So che dobbiamo ancora percorrere una parte di strada insieme con i soci pisani, in modo che siano pienamente partecipi del progetto. Ma, ad essere sincero, non vedo nubi all’orizzonte».
Rispetto a qualche mese fa, in effetti, i rapporti con gli enti locali sembrano assai diversi. A cominciare da quelli con il Comune...
«Mi sembra di sì. Niente a che vedere con quanto succedeva prima dell’estate. Cerchiamo di essere convincenti con i fatti, prendendo impegni concreti e accelerando sugli investimenti. Inoltre abbiamo intrapreso strade insieme, come quella per avere collegamenti ferroviari veloci Pisa-Firenze».
Proprio dopo il cda, il sindaco Filippeschi ha dichiarato: «Naldi ha preso ulteriori impegni, questo è positivo»: cosa ha promesso in più?
«Il sindaco aveva insistito nel chiedere più tempo per approfondire alcuni aspetti relativi alla fusione. Ricorderete che l’assemblea dei soci avrebbe dovuto tenersi intorno al 20 gennaio, invece abbiamo preferito convocarla il 10 febbraio. Inoltre ho ripercorso i punti della lettera firmata congiuntamente dai soci pisani della Sat dando risposte circostanziate».
Si aspetta quindi un voto liscio a febbraio?
«Più che un voto liscio, il mio auspicio è che tutti i soci condividano percorso e obiettivi. Ci sono vantaggi per tutti. E nessuna concorrenza tra scali. La fusione è una garanzia anche della tutela di ogni parte. E’ anzitutto nel nostro interesse».
La sede legale andrà a Firenze, ma il sindaco ha chiesto che importanti funzioni direzionali restino a Pisa: possibile?
«Queste decisioni le prenderà il management. Comunque, considerando che al Galilei esiste una certa struttura manageriale consolidata, ci si può aspettare che parte delle funzioni principali resti a Pisa».
Da qui all’assemblea dei soci quali passi farà per essere ancora più convincente?
«Dobbiamo finire il progetto preliminare di ampliamento del terminal passeggeri del Galilei per portarlo a una capacità di 6 milioni. Contiamo di approvarlo entro il mese per poi passare alla progettazione finale. Vogliamo appaltare i lavori entro giugno. Inoltre attendiamo, a breve, il progetto di fattibilità che abbiamo chiesto alle Ferrovie per velocizzare i collegamenti con Firenze. Ho sentito l’ingegner Elia, ormai ci siamo».
Si è letto: il presidente della società unica potrebbe non essere Carrai, ma lo stesso Naldi…
«Lo escludo in maniera assoluta, non sono un candidato».
Che Gina Giani sarà l’amministratore delegato anche della società unica ormai è risaputo, mentre per la vicepresidenza si parla molto di Pierfrancesco Pacini…
«Nessun nome. Però è vero che il vicepresidente sarà espressione non della maggioranza».
A Firenze, al di là della questione della pista da 2.000 o 2.400 metri, peraltro non secondaria, ora ci sono soprattutto polemiche sull’impatto ambientale: anche l’Università fiorentina è contraria, teme per lo sviluppo del suo nuovo polo. Preoccupati?
«Siamo molto attenti a che vengano predisposti tutti gli aspetti tecnici nel modo giusto. Tutte le risposte saranno contenute nello studio di impatto ambientale. Poi siamo disposti a discutere, ci mancherebbe. Riguardo al polo universitario, tra 2.000 e 2.400 metri niente cambia. Semmai bisogna capire cosa succede per le fasce di rispetto relative alla sicurezza. Ma credo che con un’analisi attenta tutto sia superabile. Dunque, non sono preoccupato».
Se per Pisa i piani di sviluppo sono ben delineati, per l’ampliamento di Firenze (pista più lunga e nuovo terminal) tutto ruota attorno a finanziamenti pubblici della bellezza di 150 milioni di euro: non avete paura che qualcosa possa andare storto nella bizzarra politica italiana? E semmai un piano B esiste?
«Un piano B ce lo siamo prefigurato sicuramente. Ma sono sicuro che quanto scritto nel masterplan a proposito dello sviluppo dei due scali sia decisamente fondato. La società ha diritto ad avere aiuti economici. Questi investimenti sono fatti su territorio demaniale dato in concessione: proprietà e valore finali perciò sono pubblici».
Spieghi meglio quali sono le strade per avere i fondi pubblici...
«Ci sono leggi europee che consentono ad un aeroporto con meno di 3 milioni di passeggeri l’accesso a finanziamenti pubblici pari al 50% dell’investimento (il caso di Firenze) ed a finanziamenti pari al 25% dell’investimento complessivo per aeroporti sotto i 5 milioni di passeggeri come traffico annuo (il caso di Pisa). Abbiamo chiesto che anche il Galilei venga ammesso a queste opportunità. Già dallo Sblocca Italia sono arrivate le prime conferme a queste certezze».
Obiettivo 11,5 milioni di passeggeri al 2029 per il sistema toscano, da innalzare a terzo polo nazionale dopo Roma e Milano. Pisa punterà su low cost e altri voli internazionali: cosa bolle in pentola?
«I negoziati aperti con Cina, Qatar e Mosca possono dare risultati concreti. Mentre Ryanair ha già pianificato un incremento di passeggeri dal prossimo anno su Pisa. Disponiamo di studi puntuali. Il piano sarà realizzato».
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