Sicurezza
Noi adesso Pisa: sui rifiuti sarà stangata
PISA. «Dal punto di vista strutturale, il bilancio comunale di previsione 2015 è un documento sano perché non c'è indebitamento, ma non è stato redatto con una visione rivolta all'immediato futuro....
PISA. «Dal punto di vista strutturale, il bilancio comunale di previsione 2015 è un documento sano perché non c'è indebitamento, ma non è stato redatto con una visione rivolta all'immediato futuro. Per questo, nei primi giorni di gennaio, presenteremo un "libro bianco" sull'analisi trasparente dei vari capitolati e le nostre proposte per la diverse modifiche da apportare». Diego Petrucci, leader di "Noi adesso Pisa", non ha dubbi, il bilancio comunale può e deve essere rivisto, per allentare la morsa crescente della fiscalità che attanaglia i cittadini pisani. «Meno sprechi, meno tasse! è il nostro slogan - dice Petrucci - e in questa direzione si orienta l'impegno che abbiamo sottoscritto con i nostri elettori ma che, ovviamente porterà benefici a tutta la cittadinanza. Si possono fare notevoli risparmi, ad esempio, per gli uffici del giudice di pace, in via Palestro, il Comune, cioè i cittadini, pagano un affitto di quasi 200mila euro l'anno, quando a poche decine di metri, abbiamo la proprietà della Mattonaia. Un piccolo spreco, si fa per dire, che è solo la punta dell'iceberg, di un'amministrazione che vorrei definire "distratta». Il punto più critico al bilancio, da parte di Noi adesso Pisa, è quello sull'Ire, ovvero la tassa dei rifiuti, che a partire da gennaio dovrà essere effettuata con il sistema porta a porta, partendo dai quartieri dell'immediata periferia. «Di sicuro - dice Serena Luperini, "uditrice" nella quarta commissione comunale - sappiamo che nel 2015 pagheremo un + 4,4% di questa tassa, e secondo Federconsumatori che mette Pisa, tra le città italiane dove si pagano più tasse per i rifiuti, nel 2017 arriveremo ad un + 15%. La cosa assurda è che ad essere obbligati al porta a porta saranno i soli cittadini. Gli uffici pubblici, le scuole, le caserme, gli ospedali, lo stesso Comune, non fanno neppure la differenziata». «Basta venire al termine di un consiglio comunale - aggiunge Petrucci - per vedere che fine fanno le decine e decine di bottigliette di plastica utilizzate per dissetare i relatori: tutte nell'indifferenziata. Anche queste son piccolezze, ma almeno che si dia il buon esempio ai cittadini». (d.g.)
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