Sicurezza
Provincia, un Sms a Renzi per salvare i dipendenti
Lo ha inviato il presidente Filippeschi che contesta la riforma del governo Corteo in centro del personale dell’ente che continua l’occupazione della sede
PISA. Un sms contro i tagli. Il presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi, prova anche lo strumento del telefonino (tanto caro al premier) per cercare di convincere l’esecutivo a cambiare rotta sui tagli alle Province, economici e di personale, previsti nella legge di Stabilità. Il messaggio inviata a Renzi è stato “illustrato” ieri da Filippeschi durante l’assemblea dei lavoratori della Provincia che continuano ad occupare la sede di piazza Vittorio contro i tagli che mettono a rischio 250 posti di lavoro a Pisa (il 50% del personale) e circa 20mila su tutto il territorio nazionale.
Ieri mattina un centinaio di lavoratori è sceso in strada e attraversato il centro cittadino in corteo. I dipendenti hanno scandito slogan contro il governo e appeso lungo l’Arno due striscioni contro Renzi, denunciando il rischio di vedere saltare alcuni servizi essenziali a tutela della popolazione. In uno striscione, appeso su Ponte di Mezzo, è scritto “Provincia licenziata, piena incontrollata” riferendosi alle attività dell’ente in materia di difesa del suolo. Il secondo riporta lo slogan: “Renzi alla prossima piena i panconcelli li metti te”, in riferimento alle paratie che vengono issate sulle spallette dell'Arno in caso di piena.
I dipendenti si sono poi riuniti in assemblea. All’incontro ha partecipato anche Filippeschi che ha espresso solidarietà ai dipendenti, invitandoli «a mantenere alta l’attenzione e la pressione», e preoccupazione «per il cospicuo taglio di risorse prospettato dal governo». Sono stati contattati anche i parlamentari locali, che hanno dato la loro disponibilità ad incontrare i lavoratori. Per la prossima settimana, inoltre, sarà convocato un incontro in prefettura. Per lunedì prossimo è invece in programma un incontro con i sindaci del territorio.
«È una situazione paradossale - commentano dalla Cgil, che insieme a Cisl e Uil ha promosso la mobilitazione nazionale -: il governo annuncia gli esuberi senza un piano di riorganizzazione degli enti e dei servizi gestiti dalle province. L’obiettivo sembra essere solo quello di smantellare». Alla protesta dei dipendenti della Provincia, ieri pomeriggio si è aggiunta quella degli studenti medi che, dalle finestre della sede di piazza Vittorio, hanno calato uno striscione per chiedere interventi sugli edifici scolastici e «condizioni dignitose delle scuole».
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