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Coltellata alla moglie: condannato a 7 anni per lesioni personali
PISA. Non c’era la volontà di uccidere. Ma quel colpo di trincetto alla gola alla moglie da cui si stava separando gli è costato, comunque, una condanna a 7 anni per lesioni personali aggravate dall’...
PISA. Non c’era la volontà di uccidere. Ma quel colpo di trincetto alla gola alla moglie da cui si stava separando gli è costato, comunque, una condanna a 7 anni per lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma.
Poco dopo le 9 nell’aula al primo piano del Tribunale, il secondo collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria e Degl’Innocenti) ha dato lettura della sentenza a carico di Daniele Sodi, 48 anni, di Pisa, addetto ai servizi di portierato a Livorno per conto di un’azienda di Prato.
Il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni aveva chiesto 18 anni per tentato omicidio. Dopo il deposito delle motivazioni, tra 60 giorni, la Procura valuterà l’eventuale ricorso in Appello. Il Tribunale ha anche fissato una provvisionale di 10mila euro a favore della parte civile, la moglie Sara Daino, assistita dall’avvocato Fabrizio Bartelloni. Mentre in sede civile sarà stabilita la somma chiesta come risarcimento dei danni quantificati in 50mila euro dalla parte offesa.
Il capo d’imputazione di tentato omicidio è stato derubricato in lesioni personali aggravate. Era la richiesta della difesa, avvocati Antonio Cariello e Amabile Chiarini, che ora lavorerà per far ottenere la detenzione domiciliare a Sodi.
«La mia cliente è soddisfatta per una pena commisurata alla gravità del fatto» commenta l’avvocato Bartelloni.
La mattina del 17 marzo scorso Sodi ferì alla gola con un trincetto la moglie. L'episodio avvenne intorno alle 8 in un vialetto dell'ospedale Santa Chiara dove la donna prestava servizio come dipendente della Sodexo. Il racconto della moglie e le immagini della videosorveglianza sono stati elementi ritenuti più che sufficienti per andare al giudizio immediato. L'uomo tirò fuori il taglierino, comprato poco prima, e sferrò il fendente alla gola - da parte a parte - della donna, dopo averla bloccata con un braccio, e poi chiamò il 113.
Sodi arrivò a quell’aggressione dopo una serie di tentativi di tornare con la donna da cui ha avuto due figli. La storia era finita. Non vivevano più insieme da settimane. Pochi giorni prima dell’episodio aveva detto alla moglie che se non fossero tornati insieme si sarebbe ucciso. Sara, sapendo della pistola per uso sportivo, detenuta dal marito che da circa un mese era uscito dalla casa di piazza Sicilia per andare a vivere da solo, aveva subito avvertito i carabinieri. Che erano andati a casa di Sodi per prendere l'arma e contestargli la mancata variazione del domicilio in cui la pistola andava custodita. Di lì a qualche giorno la decisione del condannato di “punire” quella che sarà la sua ex moglie con un colpo di trincetto alla gola. E che in primo grado gli sono costati 7 anni di reclusione.(p.b.)
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