Il Tirreno

Pisa

Aperta un’inchiesta su tempi e progetti

di Pietro Barghigiani
Aperta un’inchiesta su tempi e progetti

La Procura: non ci sono indagati. Il sindaco: a disposizione per accertare eventuali responsabilità interne ed esterne

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PISA. Un fascicolo di atti relativi più per capire che per accusare. Per il momento. È quello aperto dalla Procura della Repubblica dopo la frana di mercoledì sera che ha cancellato una casa in via Fattori a Ripafratta. Quel costone staccato dalla collinetta alla sommità della quale troneggiava minaccioso un pilone di Terna non ha prodotto tragedie. Ma solo per uno di quegli inspiegabili rimbalzi del destino che mettono insieme fato e buona sorte. E anche per un cane, Tex, che ha dato il suo contributo denunciando nella sua lingua il pericolo imminente che stava per abbattersi sull’abitazione della famiglia Grassotti. Mario, il capofamiglia, si è messo in salvo insieme alla moglie, Maria Teresa Corti, e alle figlie Aurora e Chiara.

A livello di indagine la base di partenza della Procura è l’informativa della polizia municipale. Una sintesi che fotografa genesi ed epilogo di un fronte precario sul quale da anni la famiglia Grassotti aveva speso energie per denunciare un pericolo che si era rivelato con quattro frane dal marzo 2013 ad oggi. L’ultima devastante.

«Come sindaco e come amministrazione siamo a completa disposizione della magistratura nell’accertamento di eventuali responsabilità interne ed esterne al Comune – afferma il primo cittadino Sergio Di Maio –. I tecnici di Terna stanno lavorando per abbassare i cavi e procedere poi alla rimozione del pilone. La situazione viene monitorata in modo costante. Nel giro di due, tre giorni potremo valutare il rientro a casa degli sfollati».

L’aspetto penale della vicenda è ancora in embrione. L’informativa dei vigili urbani è un flash della tragedia sfiorata. C’è da ricostruire a monte la cronistoria di quel traliccio e dei lavori, scanditi da permessi e triangolazioni di uffici ed enti, per mettere in sicurezza un’area che si è sgretolata come farina.

Non viene esclusa da parte della magistratura l’acquisizione di documenti, progetti e tutto quello che è stato il rapporto epistolare tra i soggetti in campo (Terna, privati, Comune e Soprintendenza) per dare il via libera alla sistemazione del costone. In tutto sono tre le case interessate dalla frana. Uno è quella dei Grassotti e di quell’immobile restano solo le macerie. Le altre due sono in zona e al momento sono state dichiarate inagibili: in totale le persone costrette a ricorrere all’ospitalità di amici e parenti sono 17. Se Terna andrà avanti con tempi celeri per rimuovere il traliccio già dalla prossima settimana le famiglie potranno rientrare nelle loro residenze. Per la famiglia Grassotti la situazione è molto diversa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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