Sicurezza
I dipendenti della Provincia sfilano in centro
Continua la mobilitazione contro i tagli che mettono a rischio 250 posti di lavoro soltanto a Pisa
PISA. I lavoratori della Provincia hanno sfllato il 19 dicembre in corteo nel centro della città per protestare contro i tagli che mettono a rischio 250 posti soltanto a Pisa.
Il 18 dicembre oltre 300 dipendenti dell’ente di piazza Vittorio ieri hanno incrociato le braccia e occupato la sede della Provincia. Un’azione che si inserisce nella mobilitazione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil per cercare di fermare l’emendamento proposto dal governo alla legge di Stabilità, approvato dalla V commissione del Senato, che prevede la riduzione del 50% della dotazione organica delle Province, mobilità per due anni con l’80% dello stipendio base e, se non ricollocati in altri enti, licenziamento dei dipendenti.
Una riduzione del personale che potrebbe provocare oltre 20mila licenziamenti su tutto il territorio nazionale, di cui 246 a Pisa (su un totale di circa 500 dipendenti). È previsto il ricollocamento presso altri enti locali, «ma - sottolinea Marco Menicucci della Fp-Cgil - con il patto di stabilità gli altri enti non possono assumere». A farne le spese saranno soprattutto i lavoratori in appalto. Fortemente in bilico la posizione dei 18 portieri, per i quali si prefigura una proroga dell’appalto di sei mesi (se l’ente riuscirà ad approvare il bilancio entro il 31 dicembre). Secondo i sindacati, dalla legge Delrio per la riorganizzazione delle Province «si è passati al delirio». Gli esuberi vengono infatti dichiarati prima della presentazione di un piano di ristrutturazione. «È assurdo - continua la Cgil -. Il vero obiettivo è tagliare 20mila posti di lavoro e i servizi». Al taglio del personale seguirà infatti un taglio di risorse di circa tre miliardi di euro. A Pisa arriveranno 10 milioni di euro in meno rispetto al 2014 (il 50%) e per la Provincia diventerà ancora più difficile gestire i servizi, tra cui una rete stradale di 1.100 chilometri, manutenzione del territorio e di scuole.
«Manca un tavolo di regia anche a livello locale - accusa Cinzia Ferrante, segretaria Cisl-Fp -. Il Comune assumerà 57 persone mediante concorso, senza preoccuparsi degli esuberi che scatteranno in Provincia». L’occupazione, che trova anche il sostegno dei Cobas, durerà fino a quando il governo non fornirà risposte sul futuro dei lavoratori, che hanno chiesto un incontro al prefetto. «Se ci chiama il prefetto andremo - dice il presidente della Provincia Marco Filippeschi - ma porteremo una posizione di contrasto a scelte ingiuste e irrazionali. Vogliamo attuare la riforma, ma salvaguardando i servizi essenziali e garantendo il lavoro».
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