Attenzione
«Voleva uccidere, merita 18 anni»
La richiesta del pm contro l’uomo che il 17 marzo colpì la moglie alla gola con un taglierino
PISA. «Sodi volere uccidere la moglie e per questo merita una condanna, senza attenuanti, a 18 anni di carcere».
Il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni conclude la sua requisitoria con una richiesta pesante per Daniele Sodi, 48 anni, l'addetto al servizio di portierato, che la mattina del 17 marzo scorso colpì alla gola con un trincetto la mamma dei suoi due figli da cui si stava separando.
Davanti al secondo collegio del Tribunale, (presidente Salutini, a latere D'Auria e Degl'Innocenti) si è svolta la discussione del processo lampo che domani alle 9 vedrà il suo epilogo con la lettura della sentenza.
Difesa e parte civile. Alla richiesta di condanna a 18 anni formulata dal pm ha fatto seguito l'arringa della difesa, avvocati Antonio Cariello e Amabile Chiarini. I legali hanno chiesto la riqualificazione del reato in lesioni volontarie aggravate dal rapporto coniugale con la concessione delle attenuanti generiche. La parte civile, Sara Daino, rappresentata dall'avvocato Fabrizio Bartelloni, si è rivolta alla corte invocando la condanna dell'imputato per tentato omicidio con una pena equa alla gravità del fatto. È stata rinnovata la richiesta di un risarcimento danni di 50mila euro con una provvisionale di 15mila euro.
La premeditazione. Sodi lo aveva acquistato pochi minuti prima di usarlo quel taglierino che avrebbe potuto essere l'arma di un delitto che la sorte ha voluto derubricare in un tentato omicidio. L'aggressione avvenne in un vialetto del Santa Chiara alle 8 di mattina. L'uomo chiamò la moglie, dipendente della società di servizi Sodexo, dicendole che voleva parlarle. L'acquisto del taglierino, confermato dal venditore, fu un gesto che per l'accusa dimostra la volontarietà del marito lasciato di voler affrontare una discussione ricorrendo anche all'uso di un'arma.
Sequestro provvidenziale. Nell'ultima chiamata alla consorte dalla quale si stava separando contro la sua volontà, in un tentativo disperato di ricomporre una coppia ormai in frantumi, Sodi aveva detto alla moglie che se non fossero tornati insieme si sarebbe ucciso.
Sara, sapendo della pistola per uso sportivo, detenuta dal marito che da circa un mese era uscito dalla casa di piazza Sicilia per andare a vivere da solo, aveva subito avvertito i carabinieri. Che erano andati a casa di Sodi per prendere l'arma e contestargli la mancata variazione del domicilio in cui la pistola andava custodita. Una mossa che con il senno di poi si è rivelata provvidenziale.
Le indagini. La dinamica dei fatti è stata definita, tra perizie e dichiarazioni dei protagonisti, nella ricostruzione della squadra mobile. Non ci furono testimoni oculari dell'aggressione.
Solo i primi soccorritori e le persone che avevano assistito alla lite precedente il colpo alla gola sferrato con il taglierino hanno potuto mettere insieme la sequenza finita nel sangue. Di sicuro Sodi colpì la donna solo una volta, ma alla gola. Poi chiamò il 113 per consegnarsi senza fare storie facendo ritrovare anche il trincetto. Per la Procura merita 18 anni di carcere. Per la difesa una pena che va da tre mesi a tre anni.
Pietro Barghigiani
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