Il Tirreno

Pisa

LA CASA FRANATA

Vivi grazie a Tex, il fiuto del cane eroe salva cinque persone

Vivi grazie a Tex, il fiuto del cane eroe salva cinque persone

Ripafratta: mercoledì era impaurito, guaiva ed ha spezzato la catena. La figlia è uscita ed ha visto la collina che stava venendo giù

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PISA. “Tex”, un nome, un programma. Dal coraggioso protagonista della famosa serie di fumetti, a un eroe a quattro zampe, che due giorni fa ha salvato cinque persone. Stiamo parlando del cane della famiglia Grassotti, scampata per miracolo alla frana che ha distrutto la loro casa a Ripafratta, nel comune di San Giuliano Terme. Tutto è successo mercoledì sera: papà Mario, mamma Maria Teresa, le figlie Aurora e Chiara, e il fidanzato di quest’ultima stavano cenando in cucina. Sembrava una serata come tante. Ad un certo punto Tex ha cominciato ad abbaiare, sempre più forte. Era agitato e impaurito al punto da rompere la catena alla quale era legato in giardino.

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Chiara Grassotti, sentiti gli insoliti guaiti della bestiola, è uscita dalla porta di ingresso e ha sentito che la collina accanto alla casa stava franando. “Fuori tutti”, ha urlato. Nel giro di pochi secondi la casa è stata sommersa da terra e roccia. Tutto distrutto. Ma cinque persone sono salve grazie all’allarme lanciato da Tex, un border collie di sei anni, bianco e nero: è stato il primo a percepire che qualcosa non andava e ha fatto di tutto per comunicarlo ai suoi padroni. Abbiamo chiesto spiegazioni ad un etologo dell’Università di Pisa. «I cani hanno la capacità di sentire suoni che noi umani non possiamo percepire, gli ultrasuoni e gli infrasuoni - spiega Angelo Gazzano, ricercatore al dipartimento di Scienze Veterinarie a Pisa e docente di Etologia nel corso di laurea in Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila -. Le frane solitamente sono precedute da suoni gravi e a bassa frequenza: si chiamano infrasuoni e possono infastidire il cane. Per questo, anche in occasione di terremoti, i cani abbaiano e sono irrequieti: in questo modo segnalano qualcosa agli esseri umani».

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«Il border collie è un cane noto per essere molto collaborativo, un cane da pastore, usato per condurre il gregge: inseguono tutto ciò che si muove, come per raggruppare le persone - aggiunge Gazzano -. Sono molto attivi e hanno sempre bisogno di avere qualcosa da fare. Inoltre capiscono bene i segnali vocali e gestuali dell’uomo. Molti esperimenti hanno dimostrato che, se addestrati, sono in grado di attribuire i nomi a certi oggetti. Sono molto intelligenti, hanno un’eccellente capacità mnemonica e associativa. La selezione naturale li ha portati ad essere così».

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Ma è possibile che il cane decida di segnalare un pericolo, per mettere in salvo il “capobranco”? «Oggi non si interpreta più il rapporto cane-padrone in termini di branco - risponde Gazzano -. Il cane sa che l’uomo non è un suo simile ed è in grado di instaurare con lui un rapporto di affetto, di dipendenza. Il padrone, dal canto suo, dovrebbe gestirlo come farebbe un buon padre di famiglia: decide ma non domina. È un rapporto familiare. Il border collie è un animale molto vigile, si interessa molto all’ambiente che lo circonda e ha una percezione del mondo diversa dalla nostra. Nel caso di Tex, è impossibile dire cosa lo abbia spinto a comportarsi così. Non è da escludere che abbia voluto mettere in guardia il padrone. La loro percezione li rende utili in tanti casi». Fa riflettere la spiegazione di Gazzano, ma soprattutto il sorriso che Mario Grassotti mostra parlando del suo Tex, nonostante la tragedia che ha colpito la sua famiglia.

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