Gioco
La Domus Mazziniana in attesa dell’agibilità
PISA. Rispondendo a un’interpellanza del gruppo consiliare “Una città in Comune” l’assessore alla cultura Dario Danti ha confermato quanto aveva già rivelato il “Tirreno”: il 20 ottobre 2011, quando...
PISA. Rispondendo a un’interpellanza del gruppo consiliare “Una città in Comune” l’assessore alla cultura Dario Danti ha confermato quanto aveva già rivelato il “Tirreno”: il 20 ottobre 2011, quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inaugurato la Domus Mazziniana, essa era inagibile e priva della certificazione antincendio. Adesso il certificato di prevenzione è stato ottenuto, ma manca ancora l’agibilità.
Così ieri il consigliere comunale Ciccio Auletta e altri esponenti del movimento politico sono tornati all’attacco sulla vicenda di un museo chiuso da anni per mancanza di fondi (e di permessi burocratici). La cifra che basterebbe per pagare due unità di personale è 60mila euro all’anno, ma il Mibact – ministero del Beni culturali, sotto la cui tutela è la Domus – non ce li ha.
Lo «scandalo» secondo Auletta è doppio: in primo luogo che, invece, si riescano a trovare i 26mila euro (quasi la metà) necessari a mantenere in un magazzino privato di Perignano di Lari i documenti “sfrattati” dal museo prima della ristrutturazione; è una parte del tesoro della Domus, per la quale non c’è più posto nel nuovo allestimento. Inoltre che nella «tregua elettorale firmata dal governatore Enrico Rossi con Pisa, ci siano 13 milioni di risarcimento per l’aeroporto e non si trovi un euro per la Domus».
La conclusione di Auletta e degli altri: «Si tratta solo di progetti di facciata? Se è così, che futuro avranno i musei delle Navi, della Città, della Scienza e tanti altri in programma?». Insomma, sono stati spesi 2,6 milioni per ristrutturare il museo/monumento e il tutto resta chiuso per conflitti di competenze.
La denuncia colpisce anche l’amministrazione comunale, anche se non direttamente coinvolta: «Questo è uno dei posti più inaugurati di Pisa, quando si tratta di ricevere applausi. Ma al contrario è possibile che i problemi si debbano scoprire per caso da un sottovoce di Fabio Beltram?». Questi, infatti è il direttore della Scuola Normale Superiore e il 30 ottobre 2012 è stato nominato dal Mibact “commissario straordinario” per la Domus: in una sua conversazione a margine di un convegno si seppe dell’inagibilità. “Una città in Comune” si augura che non siano scaricate tutte le responsabilità su Beltram (ultimo di una lunga serie di commissari) e che non ci si riduca a dover sperare nell’attività di eventuali volontari per tenere aperta la struttura.
Ultima critica: all’interno della Domus è stato istituito il “centro studi per la democrazia”; ebbene, «non risulta che abbia mai fatto niente».
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