Attenzione
Una casa per dare speranza agli ex detenuti
Di proprietà della curia è stata parzialmente ristrutturata e ospita laboratori di artigianato
PISA. Una casa per ex detenuti. In un vecchio cascinale, ristrutturato parzialmente, sono ospitati alcuni ex reclusi che dimostrano la ferma volontà di tornare liberi, nella riconquistata dignità di persone responsabili. Di proprietà della curia, l’edificio è stato concesso in comodato d’uso alla associazione Prometeo che ha finalità sociali e umanitarie, è nata a Torino nel 1991, è balzata alla cronaca per la meritoria attività svolta nella casa circondariale di Rebibbia, a Roma. Dopo il lungomonte pisano, c’è il progetto di aprire una sede anche nell’isola di Gorgona. Adesso l’obiettivo è la ripresa - per gli ex detenuti - dei rapporti interpersonali basati sul rispetto, la condivisione delle responsabilità, il confronto.
Gli ultimi due arrivati, ammessi al passaggio tra il “dentro e fuori” il carcere, hanno il permesso speciale e sono impegnati in un cammino di piena legittimazione.
Chiara Veglia, che cura i rapporti con la direzione dell’istituto penitenziario, la speciale sezione della magistratura e la curia, ci descrive la filosofia di fondo che caratterizza questa iniziativa, protagonisti coloro che si trovano nella fase terminale della detenzione.
«Ci sono voluti anni - dice Veglia - per strappare all’abbandono il cascinale, un tempo abitato da due o tre famiglie di contadini. La ristrutturazione ha richiesto alcune centinaia di migliaia di euro. Si pensi che perfino un albero enorme si era sviluppato all’interno delle mura perimetrali. Poi c’è stata la trafila per ottenere i permessi. Servirebbero almeno altri 300mila euro per completare l’opera. Chi può dia una mano».
«È possibile diventare soci con il contributo di 30 euro l’anno. Come funziona la casa? - continua la coordinatrice - Ci proponiamo di offrire un minimo di cultura e di abilità lavorative da utilizzare quando è ancora in corso la pena. Sono stati attivati da tempo laboratori di artigianato, come la falegnameria, il laboratorio di oggettistica per la casa o quello di sartoria».
Chi frequenta impara a stare insieme e ad attivarsi con risultati anche concreti, come dimostra la mostra natalizia inaugurata al palazzo arcivescovile a Pisa al termine del convegno sul tema “Sto uscendo dal carcere. E ora?”. Funzionano cineforum guidati da un esperto, operano gruppi di discussione e di verifica, si tengono lezioni di italiano e di cultura generale.
Pierluigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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