Il Tirreno

Pisa

Finanzieri in Comune per l'appalto ex Stallette

di Pietro Barghigiani
Finanzieri in Comune per l'appalto ex Stallette

Le Fiamme Gialle hanno acquisito carte e documenti sui lavori del cantiere Sotto la lente della Procura pagamenti e procedure nel recupero dell'immobile

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PISA. Finanza in Comune per l'appalto delle ex Stallette. Gli uomini delle Fiamme Gialle si sono presentati a Palazzo Gambacorti per acquisire tutta la documentazione relativa ai lavori, non ancora ultimati, sull'immobile che nella galassia Piuss dovrà ospitare start-up e aziende del settore dell'innovazione e dell'alta tecnologia.

La Guardia di finanza si è mossa su delega del sostituto procuratore Flavia Alemi, titolare del fascicolo aperto dopo l'invio da parte dell'assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Serfogli della relazione sulle vicissitudini del cantiere redatta dal responsabile unico del procedimento, ingegner Michele Aiello.

Nella radiografia stilata dal dirigente vengono elencati errori e omissioni nella progettazione, ma anche pagamenti per stati di avanzamento non sempre completati. Varianti per opere non previste in origine o imprevedibili come la scoperta di una seconda rampa di scale in un fabbricato oggetto del recupero. E, per finire, pure la risoluzione del contratto per gravi inadempienze con la Luigi Rota Costruzioni. La certezza è che servono 490mila euro per rimettere in moto le opere e concluderle entro ottobre 2015 in tempo utile per non perdere i contributi regionali.

Nella documentazione consegnata alla Procura, l'ingegner Aiello stigmatizza «l'aver liquidato con i sette stati di avanzamento dei lavori (poco più del 40 per cento dei lavori eseguiti) ben oltre le quantità massime indicate nel progetto esecutivo, non avendo mai chiesto chiarimenti sulle quantità mancanti e non avendo mai contestato per iscritto all'impresa il progetto esecutivo. Tali maggiori pagamenti hanno determinato di per sé una variante in aumento mai approvata». Ci sono stati, inoltre, "alcuni errori o incomprensioni errati, economie inserite nel progetto definitivo e poi ritrovate anche nel progetto esecutivo e infine liquidate in contabilità - scrive Aiello -. Progetto definitivo e quello esecutivo contenenti errori e omissioni per aver sottostimato le reali quantità oltre per incongruenze palesi tra gli elaborati grafici e computi di stima, soprattutto sugli impianti. Responsabilità di chi ha redatto e validato il progetto definitivo, di chi ha presentato il progetto esecutivo e il progetto-offerta, di chi avrebbe dovuto controllare i progetti delle ditta partecipanti alla gara e il progetto esecutivo dell'aggiudicataria». Per Aiello «dopo un'accurata verifica della contabilità dei lavori, confrontando le opere previste dal progetto esecutivo redatto dall'impresa Rota, con quelle eseguite sino ad oggi, verificato altresì i lavori che ancora devono essere ultimati, sono emerse discrepanze tra le misure delle quantità previste nel progetto dell'impresa e le quantità effettivamente necessarie per eseguire i lavori». Numeri, pagamenti e progetti finiti ora sotto la lente della magistratura per valutare eventuali responsabilità penali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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