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Pisa

Cavolfiore con bruco: denuncia e multa

Cavolfiore con bruco: denuncia e multa

L’insetto è finito nei piatti serviti alla elementare Zerboglio. Nei guai il responsabile dell’azienda che fornisce le pietanze

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PISA. Un bruco nei piatti serviti in una scuola elementare. I rischi del biologico, potrebbe dire l’ottimista. Sì, ma chi deve garantire la fornitura non può lasciar passare l’insetto facendo finta di niente, è l’altrettanto valida obiezione.

L’episodio è avvenuto oltre un mese fa alla elementare Zerboglio in via Gori. La conseguenza della presenza di alcuni bruchi in un contorno a base di cavolfiore biologico è stata la denuncia nei confronti del direttore della filiale pisana della Elior ristorazione Spa, vincitrice della gara d'appalto comunale per la fornitura dei pasti a tutte le scuole pisane. L’accusa: aver fornito tre contorni con presenza di parassiti, stando all'accusa dei carabinieri del Nas di Livorno.

Nei guai è finito Alessandro Grassetti, 49 anni.

Il ritrovamento di un bruco risale al 12 novembre scorso e sono stati i genitori dei bambini a segnalare ai carabinieri e all’Asl la somministrazione di cibo con la sgradita sorpresa.

Le indagini dei carabinieri hanno appurato che agli alunni della scuola "Zerboglio" quel giorno erano stati somministrati tre contorni (cavolfiore bio toscano cotto a vapore) nei quali erano presenti alcuni bruchi morti.

Grassetti è accusato di «somministrazione di cibi invasi da parassiti».

Un reato “professionale” visto il ruolo ricoperto dal manager e la sua responsabilità oggettiva per la qualità dei piatti che vengono sfornati ogni giorno.

Si tratta di un reato punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da 30 a 30.987 euro nei casi di maggiore gravità.

Del caso sono stati informati subito i genitori attraverso gli organi di istituto e la commissione mensa. Il Comune, committente della fornitura, ha inflitto una sorta di multa alla Elior: 900 euro. «Le famiglie sono state messe a conoscenza dell’episodio – spiega l’assessore alla Scuola, Marilù Chiofalo –. È un episodio spiacevole, ma non lo drammatizzerei. D’altra parte sono i rischi di portare in tavola cibi biologici. Ricordo che le mense di Pisa sono tra le prime in Italia anche e soprattutto perché servono pietanze bio e quando non sono biologiche sono a chilometri zero. È chiaro che se nel bio, in assenza di pesticidi, l’insetto ci può anche stare, l’azienda che fornisce il servizio deve fare in modo che non finisca nel piatto».

Nei giorni scorsi i Nas hanno fatto un controllo a sorpresa nel centro cottura di Ospedaletto e non hanno mosso alcun rilievo.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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