La manifestazione
Saldi al via dal 3 gennaio
Secondo uno studio di Confcommercio il budget massimo a disposizione è di 300 euro
PISA. I saldi invernali inizieranno sabato 3 gennaio. L'assessore regionale al commercio, Sara Nocentini, ha corretto la sua precedente delibera che, come ogni anno, indicava nel giorno feriale antecedente l'Epifania il via alla vendita di fine stagione (quindi il 5 gennaio); una correzione in corsa in considerazione che il 5 gennaio cade di lunedì. Possibile quindi che nel primo fine settimana di gennaio i negozi vengano letteralmente presi d'assalto anche in considerazione che, storicamente, proprio nel primo week end di saldi si concentrano il 20% degli acquisti.Se a questo aggiungiamo che si tratta ancora di giorni di vacanza, con uffici, fabbriche e scuole chiuse, e quindi con maggiore possibilità per la gente di andare in giro per negozi, i commercianti si attendo davvero i fuochi di artificio.
Commercianti che, però, continuano a vivere una crisi che non sembra ancora finire. Secondo uno studio di Confcommercio tre consumatori su cinque spenderanno a Natale meno del 2013 e quasi tutti hanno previsto un budget massimo non superiore ai 300 euro. Coloro che taglieranno sugli acquisti di Natale saranno soprattutto giovanissimi fino ai 24 anni, le famiglie, la fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni. I regali, sempre secondo Confcommercio, saranno acquistati in maggioranza presso i punti vendita della grande distribuzione.
"Tredicesime e bonus di 80 euro serviranno soprattutto per pagare le tasse – commenta la presidente di ConfcommercioPisa Federica Grassini -, a maggior ragione per i pisani, quasi unici in Italia a dover pagare anche la tassa di scopo. Il reddito disponibile pro capite reale è tornato indietro di 27 anni, i consumi reali sono retrocessi di 17 anni, a queste condizioni è impossibile aspettarsi un Natale scintillante. I saldi invernali, che giustamente sono stati anticipati al sabato con la Regione che ha accolto la nostra richiesta, possono rappresentare una boccata d'ossigeno sul volume delle vendite; ma i margini di guadagno per gli imprenditori restano fin troppo risicati, compromettendo alla fine gli investimenti futuri”.
Posizione un po' diversa quella di Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord: “Prendiamo atto dell'anticipo del via dei saldi al 3 gennaio. Sicuramente offre ai commercianti la possibilità di avviare prima le svendite di fine stagione evitando la concorrenza soprattutto degli outlet che vendono sempre pubblicizzando sconti talvolta fittizi. Questo però ha un risvolto della medaglia. I commercianti dovranno mettere a saldo merce comprata a prezzo pieno, praticamente pochi giorni dopo il Natale. Logico pensare che il consumatore sposti, a questo punto, il suo budget di acquisto a gennaio. Per questo ribadiamo la nostra posizione sulle vendite di fine stagione che, come dice il nome, dovrebbero essere l'occasione per eliminare la poca merce rimasta (e questo non può certo accadere i primi giorni di gennaio o il 7 luglio in estate). Così facendo il commerciante si trova, in pratica, a vendere la sua intera collezione stagionale a sconto, con ricavi sempre minori”.
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