Sicurezza
Lavori di pubblica utilità per recuperare i detenuti
PISA. Messa alla prova, lavoro di pubblica utilità, reinserimento lavorativo: le amministrazioni locali, insieme all’ Anci Toscana, si candidano a svolgere un ruolo sempre più attivo nei processi di...
PISA. Messa alla prova, lavoro di pubblica utilità, reinserimento lavorativo: le amministrazioni locali, insieme all’ Anci Toscana, si candidano a svolgere un ruolo sempre più attivo nei processi di reinserimento e inclusione sociale delle persone che si trovano nel circuito penale, detenute o ex detenute. Se ne è parlato ieri a Palazzo Gambacorti nel corso del convegno "Proviamoci", organizzato da Anci Toscana alla presenza della presidente, Sara Biagiotti.
Con la legge 381 del 1991, i detenuti o ex detenuti potevano svolgere lavori socialmente utili. Oggi la legge 67/2014 ha introdotto uno strumento in più per le pubbliche amministrazioni: le persone che hanno commesso determinate tipologie di reato possono chiedere la sospensione del processo con la cosiddetta “messa alla prova”, anche attraverso lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità. I lavori di pubblica utilità potranno riguardare la tutela del patrimonio culturale, ambientale, la manutenzione del verde pubblico e del patrimonio comunale, l'accompagnamento di anziani e disabili, il supporto alle attività musicali e bibliotecarie, etc.
In base a dati forniti dall'Ufficio Epe Toscana, la messa alla prova ha avuto successo. In Toscana ad oggi sono 723 le richieste e 21 le messe alla prova. Altro elemento fondamentale è quello del reinserimento lavorativo dei detenuti ed ex detenuti. In questa direzione sta lavorando il tavolo regionale di Anci Toscana sul carcere, che si è costituito sei mesi fa e comprende i Comuni che hanno carceri nel loro territorio, il provveditore regionale Prap (Provveditore regionale amministrazione penitenziaria), l'Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna), la Regione Toscana, il Garante regionale e del Comune di Firenze per i diritti dei detenuti.
Al convegno hanno preso parte la responsabile Politiche sociali di Anci Toscana Sandra Capuzzi, assessore del Comune; Salvatore Laganà, presidente del Tribunale di Pisa; Fabio Prestopino, direttore del carcere di Pisa; Eros Cruccolini, garante dei detenuti del Comune di Firenze; Marco Bouchard, giudice del Tribunale di Firenze; Susanna Rollino, coordinatore ufficio Epe regionale; Tina Nuti, assessore del Comune di Pistoia; Ilaria Vietina, assessore del Comune di Lucca.
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