Proteste
Commercio, si punta già sui saldi
Nemmeno in questo inizio di festività natalizie c’è la ripresa sperata. Il via agli sconti dal 5 gennaio
PISA. Dal 5 gennaio partono i saldi invernali a Pisa e in tutto il territorio regionale per concludersi il 5 marzo. Saldi invernali che, secondo la Confesercenti, cadono ancora una volta in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono rappresentare un’occasione di recupero per la cosiddetta impresa diffusa.
«Da una nostra recente indagine - spiega il direttore Marco Sbrana - emergono dati preoccupanti per il commercio e che da tempo denunciamo: stiamo parlando di un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni ed a rischio di sprofondare sempre più. Il settore non vuole arrendersi nonostante che il 2014 non abbia registrato la tanto attesa ripresa». Ecco quindi che i saldi sono ancora una volta l’occasione per rilanciare i consumi. Ancora Sbrana: «C’è necessità di una decisa inversione di tendenza, bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che negli ultimi cinque anni le quote di spesa dedicata dalle famiglie pisane all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25%. Anche quest’anno la cifra media che spenderanno non supererà i 250-300 euro».
Le vendite di fine stagione o saldi, precisa ancora il direttore di Confesercenti, «rappresentano per il nostro settore circa il 35% del fatturato e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore, determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone quindi l’attuale data di avvio».
Inoltre, secondo la Confesercenti, è necessario che la pubblica amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. Anche per questo abbiamo ribadito in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori liberalizzazioni selvagge e demagogiche nel settore. Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio». Questo non ha portato vantaggi, come sperato da qualcuno, e Sbrana fa riferimento proprio «al dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti e che ha avuto ulteriore riprova nelle ultime festività natalizie».
I saldi - è la conclusione - «sono un evento per la promozione del territorio oltre che un’occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori. Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, alla loro presenza nei quartieri accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima».
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