Il Tirreno

Pisa

Ore d’inferno per chi era in auto

di Gianluca Campanella
Ore d’inferno per chi era in auto

Città sotto scacco, ma anche tanti voli annullati al Galilei. I disagi in ospedale sono stati contenuti

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PISA. Come sempre, il diritto allo sciopero ha un rovescio della medaglia: il disagio per il cittadino “spettatore”. Così anche la partecipata alla manifestazione della Cgil di ieri ha portato con sé ripercussioni sulla vita ordinaria e strascichi inevitabili.

Automobilisti. A chi è andata peggio è la categoria degli automobilisti, i quali ieri mattina hanno vissuto momenti di inferno per entrare in città: Pisa era paralizzata a causa delle strade chiuse (per il corteo) e delle congestioni dovute a un numero di mezzi superiore alla norma. Se già nei giorni normali entrano nel capoluogo migliaia di auto, ieri il numero era molto più alto a causa degli arrivi dei manifestanti stessi (che provenivano da tutta la costa tirrenico-toscana) e dei pendolari abituali che però sono stati costretti all’uso del mezzo privato per lo sciopero di quelli pubblici.

Ospedale. Invece, è andata meglio alla categoria dei pazienti ospedalieri: tra Cisanello e il Santa Chiara ha funzionato quasi tutto regolarmente, sale operatorie e ambulatori. Per garantire i servizi sanitari essenziali il personale era stato contingentato, come sempre avviene (per legge) in ospedale in occasione di ogni sciopero, indipendentemente dall’adesione o meno dei dipendenti. Tra queste due facce estreme della giornata, è ovvio che ci siano infinite sfumature.

Le uniche attività saltate sono stati gli ambulatori di cardiologia a Cisanello (visite di controllo per elettrocardiogramma) – anche se sono state garantite tutte le urgenze, e i pazienti hanno potuto parlare con i medici e riprogrammare subito l’esame – e gli interventi programmati di una sola Ortopedia (ha funzionato regolarmente l’altra Ortopedia e la Traumatologia). Nel complesso dell’Azienda ospedaliero-universitaria, durante il turno della mattina (ore 8-14) hanno aderito allo sciopero 40 dipendenti, di cui 33 infermieri, 5 operatori socio-sanitari, un medico e un tecnico di laboratorio: non è stata assicurata solo l’urgenza ma si è svolta in gran parte anche l’attività programmata e hanno funzionato regolarmente anche i centri prelievo.

Treni e aerei. Torniamo ai trasporti, per esempio: non solo gli automobilisti, ma anche i passeggeri di treni e aerei hanno sofferto. I primi, quelli che viaggiano su gomma, hanno dovuto allungare di parecchi chilometri il loro tragitto: per esempio l’ingresso in città da sud era di fatto impossibile sia dalla SS1 Aurelia, che dalla A12 Genova-Rosignano; l’unica soluzione è stata prendere la Fi-Pi-Li e sbucare molto più a Est. Passiamo al trasporto su ferro: i comitati dei pendolari segnalano tredici regionali soppressi sulla Pisa - Aulla dalle 9,20 alle 16 e qualche cancellazione anche fra le 6 e le 9, come sulla Pisa - Grosseto. Tra maggior traffico e convogli non partiti, per buona parte della mattina è regnato il caos in stazione centrale.

Disagi notevoli sono stati registrati anche all’aeroporto Galilei, dove il conto finale della giornata è di 31 aerei cancellati: 17 in partenza e 14 in arrivo. Qualche protesta c’è stata fra coloro che sono rimasti a terra, in cerca di un volo più fortunato.

Scuole. Altra categoria di persone: gli utenti delle scuole. Quasi tutti i plessi che prevedono un turno pomeridiano hanno chiuso prima del pranzo; ma in generale, nelle scuole l’adesione allo sciopero è stata tale da far saltare diverse classi. Il caso limite è stato raggiunto al liceo scientifico Dini, dove l’assenza del personale Ata ha impedito di fatto l’apertura di tutta la scuola.

Distretti sanitari. Più fluida è stata la situazione sanitaria: nei vari distretti Usl non si segnalano disagi eclatanti, forse perché molti utenti hanno preferito non presentarsi proprio, piuttosto che rischiare di perdere una mattina.

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